San Giustino – Pescio ritrova la sua chiesa: restaurata l’ex Santa Maria della Neve, torna a vivere un luogo simbolo della comunità

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Un luogo che sembrava destinato al silenzio torna a raccontare la sua storia. A Pescio, piccolo borgo del comune di San Giustino, al confine tra Umbria e Marche, domenica 17 maggio è stata presentata alla cittadinanza la conclusione dell’intervento di recupero dell’ex chiesa di Santa Maria, Madonna della Neve, edificio storico restituito alla comunità dopo un importante lavoro di risanamento e restauro.

Un appuntamento partecipato e sentito, che ha richiamato tante persone legate a Pescio, unite dal desiderio di vedere rinascere uno spazio che per secoli ha rappresentato un punto di riferimento non solo religioso, ma anche umano e identitario.

A illustrare il progetto è stato l’ingegner Giovanni Cangi, che ha spiegato come l’intervento abbia riguardato il consolidamento delle strutture esistenti, il restauro delle pareti e la ricostruzione delle porzioni crollate seguendo la configurazione originaria emersa dopo la rimozione delle macerie.

La costruzione della chiesa risale tra XI e XII secolo ed è caratterizzata da un particolare orientamento sacrale, rivolto verso l’alba del solstizio d’inverno. All’interno emergono ancora i segni delle trasformazioni avvenute nei secoli, in particolare quelle introdotte durante la Controriforma, successiva al Concilio di Trento.

Nel suo intervento, Cangi ha voluto ricordare anche Fabio Massetti, amico con il quale aveva condiviso il sogno di riportare vita in questo luogo, restituendogli il ruolo di cuore del piccolo borgo, non soltanto come edificio, ma come spazio di memoria e aggregazione.

Durante la cerimonia è intervenuto anche Don Andrea Czortek, che impartendo la benedizione ha ricordato il valore simbolico del luogo: “Ogni pietra dell’edificio parla della fede dei nostri padri, delle loro fatiche, delle loro speranze e delle loro preghiere”, auspicando che la chiesa possa diventare uno spazio di incontro, riflessione e pace.

Per il sindaco Stefano Veschi e l’assessore Simone Selvaggi, il recupero della chiesa rappresenta molto più di un restauro architettonico: un gesto di riconnessione con la storia, il paesaggio e una memoria collettiva che rischiava di andare perduta.

L’intervento è stato finanziato dall’Unione Europea – NextGenerationEU, nell’ambito del PNRR dedicato alla rigenerazione dei piccoli siti culturali, religiosi e rurali, con il supporto della Regione Umbria attraverso Francesco Zepparelli e Letizia Bruschi.

Molto apprezzata anche la pubblicazione dedicata alle vicende storiche e al recupero della chiesa romanica, realizzata da Edizioni Nuova Prhomos 2026, curata anche dall’ingegner Marco Conti, con contributi di studiosi e archivisti del territorio. Ad arricchire ulteriormente il recupero sono le opere in ferro realizzate dallo scultore Alberto Alunni, inserite nella monofora e nella vela del campanile.

La giornata si è conclusa con un momento conviviale organizzato dalle persone legate a Pescio, quasi a ribadire il senso più autentico dell’iniziativa: non soltanto recuperare un edificio, ma ritrovare un luogo da vivere insieme.

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