Teatro e solidarietà a Città di Castello: a Palazzo Vitelli in scena “La Vita è Sogno” per sostenere un progetto di autonomia abitativa in salute mentale

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Uno spettacolo teatrale che diventa occasione di riflessione, inclusione e solidarietà concreta. Venerdì 5 giugno alle ore 21, nella suggestiva cornice di Palazzo Vitelli a Sant’Egidio di Città di Castello, andrà in scena “La Vita è Sogno”, adattamento e regia di Matteo Destro, con l’interpretazione di Alay Arcelus Macazaga.

L’evento, a ingresso libero, è promosso dall’associazione “Le fatiche di Ercole ODV”, in collaborazione con USL Umbria 1 e Larven Teatro, con il patrocinio del Comune di Città di Castello e della Fondazione Palazzo Vitelli a Sant’Egidio.

Ma la serata non sarà soltanto teatro. Dietro lo spettacolo c’è infatti un obiettivo più ampio: sensibilizzare la comunità sul tema della salute mentale e presentare un nuovo progetto di autonomia abitativa e co-housing per persone impegnate in percorsi di reinserimento sociale.

Liberamente ispirato al celebre capolavoro di Pedro Calderón de la Barca, lo spettacolo racconta la storia di Sigismondo, rinchiuso fin dalla nascita in una torre e poi chiamato a confrontarsi con la libertà. Una metafora potente, spiegano i promotori, che richiama da vicino le difficoltà di chi vive situazioni di sofferenza psichica e cerca di ricostruire autonomia, relazioni e una piena partecipazione alla vita sociale.

Non a caso il progetto viene raccontato con una frase semplice ma significativa: “Dalla torre alla casa”. L’intenzione dell’associazione è quella di coinvolgere cittadini, proprietari di immobili e operatori del settore immobiliare, superando diffidenze e pregiudizi che spesso rendono difficile trovare soluzioni abitative per persone fragili.

Nel corso della serata saranno illustrate anche le garanzie previste dal percorso: dal supporto costante degli operatori al tutoraggio del Centro di Salute Mentale, fino alla tutela economica e gestionale assicurata dall’associazione e dagli amministratori di sostegno.

Un’iniziativa che unisce cultura e sociale, con il teatro che torna a essere non solo spettacolo, ma anche occasione di incontro e cambiamento.

«Uscire dalla torre si può, ma serve una chiave: un appartamento» è il messaggio lanciato dai promotori, convinti che una comunità accogliente possa trasformare un bisogno reale in una possibilità concreta di ripartenza.

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