


Le piogge delle ultime ore hanno riportato sotto gli occhi di tutti una situazione che da tempo viene segnalata nel comune di San Giustino.
Le immagini arrivate in redazione mostrano fossi e canali di scolo pieni d’acqua, con il deflusso che appare rallentato e difficoltoso. Un quadro che, ancora una volta, riapre il dibattito sulla manutenzione della rete idraulica minore e sulla necessità di interventi costanti per garantire la corretta regimazione delle acque.
Non si parla di emergenza, ma di una criticità che merita attenzione. Perché se oggi la situazione è rimasta sotto controllo, il timore è quello che precipitazioni più intense possano mettere ulteriormente sotto pressione fossi e canali, con il rischio che l’acqua finisca per interessare anche la viabilità e creare situazioni potenzialmente pericolose.
Il tema assume un significato particolare anche alla luce delle campagne di sensibilizzazione promosse negli ultimi anni dall’amministrazione comunale proprio sull’importanza della pulizia dei fossi. Un messaggio condiviso da tutti, perché la manutenzione ordinaria rappresenta il primo strumento di prevenzione contro allagamenti e disagi.
Le fotografie scattate dopo il maltempo, però, pongono una domanda semplice: quanto è efficace oggi il sistema di drenaggio in alcune zone del territorio?
Non è una polemica e nemmeno una ricerca di responsabilità. È piuttosto una riflessione che nasce dall’osservazione di ciò che è accaduto dopo un normale episodio di maltempo. Perché la prevenzione funziona quando non si vede. Quando invece l’acqua fatica a trovare la propria strada, qualche interrogativo è inevitabile.
E forse proprio da qui dovrebbe partire una verifica puntuale dello stato dei fossi e dei canali più esposti. Perché la sicurezza del territorio non si costruisce quando arriva l’emergenza, ma molto prima, attraverso quella manutenzione silenziosa che raramente fa notizia, ma che spesso fa la differenza.



