Il 20 e 21 giugno il borgo umbertidese ospiterà archeologi, linguisti, studiosi ed escursioni nei luoghi che 2.500 anni fa segnavano il confine tra due civiltà. Un progetto culturale che guarda anche al futuro di un paese che non vuole arrendersi allo spopolamento
UMBERTIDE – Duemilacinquecento anni fa era una terra di confine. Un luogo dove si incontravano, commerciavano e talvolta si scontravano Etruschi e Umbri. Oggi Preggio prova a riportare alla luce quella storia con la prima edizione di “Millenni – Festival delle Culture Italiche”, in programma il 20 e 21 giugno nel piccolo borgo del comune di Umbertide.
Non si tratta soltanto di un appuntamento culturale. È un progetto che nasce dal territorio e dalla volontà di riscoprire un patrimonio storico straordinario spesso poco conosciuto anche dagli stessi abitanti.
Il festival porterà a Preggio alcuni tra i più importanti studiosi italiani di archeologia, storia antica e paleolinguistica, trasformando per due giorni il borgo in un laboratorio a cielo aperto dedicato alle civiltà italiche del primo millennio avanti Cristo.
Il legame con il territorio è fortissimo. Nelle colline che circondano il paese si trovano infatti due siti archeologici di grande importanza: l’antica città di Bellona, a Monte Murlo, e il santuario etrusco-italico di Monte Acuto. Proprio qui, tra il VI e il IV secolo avanti Cristo, vennero deposti centinaia di ex voto e offerte sacre. Gli scavi hanno restituito circa 1.800 bronzetti, oggi conservati tra il Museo di Santa Croce di Umbertide e il Museo Archeologico Nazionale dell’Umbria.
Sarà proprio da questi reperti che prenderà spunto il racconto del festival, dedicato a quella zona di frontiera che separava e allo stesso tempo univa due mondi diversi.
Tra gli ospiti figurano nomi di assoluto rilievo come Luana Cenciaioli, archeologa ed ex direttrice del Museo Archeologico Nazionale dell’Umbria, che illustrerà i risultati delle ricerche condotte per anni sui siti di Monte Murlo e Monte Acuto. Ci sarà poi Augusto Ancillotti, considerato uno dei massimi esperti della lingua e della cultura degli antichi Umbri, insieme a Paolo Braconi, che approfondirà il rapporto tra agricoltura, alimentazione e territorio nell’antichità.
Spazio anche alla linguistica storica con Duccio Lelli, mentre Alberto Bufali guiderà laboratori di lavorazione della terracotta aperti ad adulti e bambini. Non mancheranno le escursioni archeologiche accompagnate da Alessio Renzetti, alla scoperta dei luoghi che hanno custodito per secoli le tracce delle popolazioni italiche.
A completare il programma sarà una cena storica ispirata alle tradizioni alimentari dell’epoca, reinterpretata in chiave contemporanea.
Ma dietro “Millenni” c’è anche un messaggio più profondo. Preggio è uno dei tanti piccoli borghi italiani che devono fare i conti con lo spopolamento e con la progressiva perdita di servizi e attività. La Pro Loco, recentemente ricostituita dopo gli anni difficili del post-pandemia, ha deciso di reagire investendo proprio sulla cultura.
«Questi luoghi hanno una storia straordinaria da raccontare – spiega la presidente della Pro Loco, Elena Vezzoli – e volevamo trovare un modo per renderla accessibile a tutti, unendo il rigore della ricerca alla divulgazione».
“Millenni” rappresenta il primo tassello di una strategia più ampia di valorizzazione del borgo. Ad agosto tornerà infatti anche “Storie – Festival del racconto in parole e musica”, mentre prosegue il progetto “Memorie Vive”, archivio digitale dedicato alle testimonianze degli abitanti di Preggio.
Un modo per guardare al passato, ma soprattutto per costruire il futuro di una comunità che continua a credere nel valore della propria identità.



