Le donne dell’AACC e del Canoa Club Città di Castello hanno partecipato al Dragon Boat Festival ottenendo ottimi risultati. Beccari: «Una disciplina che unisce benessere, integrazione e voglia di ripartire».



CITTÀ DI CASTELLO – Una giornata di sport, condivisione e testimonianze di forza e rinascita. Domenica scorsa, sulle acque dell’Arno ai piedi di Ponte Vecchio, Firenze ha ospitato l’edizione 2026 del Dragon Boat Festival, l’appuntamento annuale organizzato dall’Istituto Confucio dell’Università degli Studi di Firenze insieme all’associazione Ramunion di Prato.
Tra le imbarcazioni protagoniste della manifestazione c’erano anche le Tiber Dragon Lady, il gruppo formato dalle donne operate al seno dell’AMA “Farfalle” dell’AACC (Associazione Altotevere Contro il Cancro), che hanno partecipato all’evento insieme al Canoa Club Città di Castello.
La manifestazione ha unito sport, tradizione e sensibilizzazione, proponendo non soltanto la classica competizione delle Barche Drago, ma anche il “CardioBreast – Dragon Boat Festival”, iniziativa nata per promuovere i benefici di questa disciplina sia nella prevenzione delle patologie cardiovascolari sia nel percorso di recupero fisico e psicologico delle donne che hanno affrontato un tumore al seno.
L’evento ha coinvolto equipaggi provenienti da tutta Italia nelle quattro tappe nazionali di Palermo, Roma, Torino e Firenze, trasformando il Dragon Boat in un’occasione di incontro e confronto tra realtà diverse accomunate dagli stessi valori.
A rappresentare il territorio altotiberino sono state dieci componenti del gruppo AMA “Farfalle”, che insieme al Canoa Club Città di Castello hanno affrontato le gare in programma a bordo dell’imbarcazione guidata dal timoniere Carlo Bevicini.
Le Tiber Dragon Lady hanno preso parte a due competizioni ottenendo ottimi piazzamenti e confermando il percorso di crescita sportiva e umana portato avanti negli ultimi anni.
«Questi eventi celebrano non solo la storica competizione sportiva, ma anche l’integrazione e il profondo valore sociale, di rinascita e di salute di questa disciplina», ha sottolineato il presidente del Canoa Club Città di Castello, Tommaso Beccari.
Più che una semplice gara, quella di Firenze è stata ancora una volta una festa dello sport e della vita, dove il Dragon Boat si è trasformato in uno strumento di inclusione, benessere e condivisione. Un’esperienza che continua a dimostrare come l’attività fisica possa diventare un importante alleato nel percorso di recupero e nel ritorno a una piena qualità della vita.



