Conclusa la fase sperimentale, il servizio diventa stabile sul territorio. Disponibile su appuntamento due giorni a settimana e collegato alla rete del Centro Antiviolenza attivo 24 ore su 24
UMBERTIDE – Un punto di riferimento per le donne che stanno vivendo situazioni di difficoltà, disagio o violenza. Il Comune di Umbertide ha annunciato la messa a regime dello Sportello Antiviolenza, trasformando in servizio stabile un progetto che nei mesi scorsi era stato avviato in via sperimentale.
L’iniziativa rientra nelle politiche sociali e nelle azioni dedicate alle pari opportunità promosse dall’amministrazione comunale e punta a garantire un sostegno concreto attraverso ascolto, orientamento e presa in carico delle persone che si rivolgono al servizio.
Lo sportello offrirà consulenza e supporto grazie alla collaborazione con il Centro Antiviolenza di zona, permettendo alle utenti di accedere a percorsi personalizzati in base alle proprie necessità.
Il servizio sarà attivo, su appuntamento, ogni lunedì e giovedì dalle ore 9.30 alle 12.30. Per ragioni legate alla privacy e alla sicurezza, il luogo dell’incontro verrà comunicato direttamente al momento della prenotazione.
Per fissare un appuntamento è possibile contattare il numero 353 4164699.
Lo sportello si inserisce all’interno di una rete territoriale già strutturata. Il Centro Antiviolenza di riferimento è infatti operativo 24 ore su 24, sette giorni su sette, mettendo a disposizione un’équipe multidisciplinare capace di seguire le donne con percorsi che spaziano dall’ascolto iniziale alla consulenza psicologica e legale, fino ai progetti di autonomia economica e inserimento lavorativo nei casi più complessi.
«Con questo servizio rafforziamo la rete di protezione e supporto per le donne del nostro territorio, offrendo risposte concrete, professionali e accessibili a chi vive situazioni di difficoltà o violenza. Nessuno deve sentirsi solo», sottolinea l’assessore al Sociale e alle Pari Opportunità Lara Goracci.
Un servizio che punta non solo a intervenire nelle emergenze, ma anche a costruire una cultura della prevenzione, dell’ascolto e della vicinanza alle persone più fragili.



