Del Bene: «A Sansepolcro manca una visione. Il PNRR? Tanti soldi arrivati, ma il volto della città non è cambiato»

Data:

Il segretario del Partito Democratico traccia un bilancio dei primi quattro anni dell’amministrazione Innocenti e guarda già alle comunali del 2027: «Coinvolgeremo nuove energie e tanti giovani»

SANSEPOLCRO – Quattro anni di amministrazione Innocenti, il Piano Strutturale Intercomunale, il futuro della Valtiberina e la costruzione dell’alternativa di centrosinistra in vista delle elezioni del 2027. Sono questi i temi affrontati con Alessandro Del Bene, segretario del Partito Democratico di Sansepolcro.

Del Bene, partiamo dal bilancio di questi quattro anni di amministrazione Innocenti. Che giudizio dà?

«Credo che il problema principale sia la mancanza di una visione complessiva. Sono arrivati molti finanziamenti, penso anche alle risorse del PNRR, ma non vedo un cambiamento reale del volto della città o della vallata. Si è lavorato molto sulle opere, ma meno sull’idea di futuro che dovrebbe accompagnarle».

Quindi il giudizio è completamente negativo?

«No, quando una cosa è positiva va riconosciuta. L’operazione che ha portato Palazzo delle Laudi a tornare nella disponibilità pubblica è stata una scelta importante, così come l’acquisto dell’ex Magazzino Tabacchi. Sarebbe sbagliato non riconoscerlo. Il problema è capire quale progetto c’è dietro e quale sarà il loro ruolo nel futuro della città».

È qui che secondo voi emerge il limite dell’attuale amministrazione?

«Sì, perché le opere da sole non bastano. Serve una direzione. Serve capire dove vogliamo portare Sansepolcro nei prossimi venti o trent’anni. Oggi questa visione faccio fatica a vederla».

Uno dei temi che vi ha visto più critici è il Piano Strutturale Intercomunale.

«Perché era un’occasione importante per discutere seriamente del futuro della Valtiberina. Invece ci siamo trovati davanti a quello che appare come la semplice somma di quattro piani comunali. Un piano intercomunale dovrebbe servire a costruire una strategia condivisa, non a mettere insieme documenti separati».

Cosa manca in quel piano?

«Manca una prospettiva di sviluppo. Si parla troppo poco di economia, turismo, infrastrutture, aree produttive. Penso a Montedoglio, che rappresenta una risorsa enorme per questo territorio. Un piano del genere dovrebbe indicare una strada e una visione comune, invece questo aspetto non emerge».

La Valtiberina continua a ragionare troppo per singoli comuni?

«Secondo me sì. E questo è un limite. Sansepolcro non può pensare di andare avanti da sola, così come non possono farlo gli altri comuni. Le sfide di oggi riguardano tutta la vallata e richiedono una programmazione condivisa».

Infrastrutture e collegamenti restano uno dei nodi principali?

«Assolutamente. Da anni sentiamo parlare di E78, di collegamenti e di sviluppo logistico. Abbiamo imprese che rappresentano eccellenze a livello nazionale, ma continuiamo a scontare ritardi enormi. E oggi le infrastrutture non sono soltanto le strade: sono anche quelle digitali».

Lei parla spesso anche di giovani e innovazione.

«Perché il futuro passa da lì. Se continuiamo a perdere ragazzi preparati che vanno altrove, il territorio si impoverisce. Dobbiamo creare opportunità qui, favorire l’innovazione e mettere in condizione le imprese di crescere attraverso nuove competenze».

Da qui nasce la proposta di un incubatore per le professioni innovative?

«Esatto. Un luogo dove giovani, imprese e formazione possano incontrarsi. Un punto di riferimento per chi vuole costruire qui il proprio futuro professionale. Se riusciamo a trattenere competenze e talenti, ne beneficia tutta la comunità».

Guardando alle elezioni del 2027, il centrosinistra sta già lavorando?

«Sì. Stiamo costruendo un percorso aperto alla città. Vogliamo coinvolgere cittadini, associazioni, professionisti e tutte quelle persone che hanno idee e voglia di dare un contributo».

Ci saranno anche volti nuovi?

«È uno degli obiettivi principali. Servono esperienza e competenze, ma servono anche energie nuove. Stiamo incontrando persone che finora non si sono occupate direttamente di politica e che possono portare punti di vista diversi. Credo sia una ricchezza per qualsiasi progetto».

Possiamo dire che la corsa verso il 2027 è già iniziata?

«Direi di sì. Però non vogliamo limitarci a costruire una candidatura o una lista. Vogliamo costruire un progetto che guardi lontano. Se davvero si vuole cambiare una città bisogna iniziare a lavorare molto prima delle elezioni».

In una frase, qual è la critica principale che rivolge all’amministrazione Innocenti?

«Che dopo quattro anni continuo a vedere tante opere e poca visione. Sansepolcro ha bisogno di guardare avanti e di immaginare il proprio futuro con maggiore coraggio».

Commenti

Share post:

spot_imgspot_img

Popular

More like this
Related

Montone accende l’estate con il primo Blues Festival: tre giorni di musica internazionale nel borgo

Montone si prepara a vivere un fine settimana all'insegna...

Riosecco in Festa torna con cinque giorni di musica, cucina e solidarietà

L'estate tifernate passa anche da Riosecco. Dal 24 al...