L’ex amministratore unico di Sogepu interviene dopo il dibattito politico nato dalla segnalazione presentata al Responsabile della Prevenzione della Corruzione e della Trasparenza del Comune di Città di Castello.
In merito alla segnalazione presentata al Responsabile della Prevenzione della Corruzione e della Trasparenza del Comune di Città di Castello, della quale gli organi di stampa hanno dato notizia e che è divenuta oggetto del dibattito politico cittadino, ritengo opportuno formulare alcune doverose precisazioni.
La decisione di presentare tale segnalazione è maturata a seguito dell’interrogatorio reso il 24 giugno 2026 nell’ambito dell’udienza preliminare del procedimento penale che mi riguarda. Nel corso di quel confronto è infatti emersa con particolare evidenza l’esistenza di due differenti interpretazioni della regolazione tariffaria ARERA applicabile ai ricavi derivanti dai conferimenti dei rifiuti speciali presso il Polo Impiantistico di Belladanza.
Proprio questa divergenza interpretativa mi ha indotto ad approfondire ulteriormente la questione e, nell’interesse della trasparenza e della corretta applicazione della regolazione, a sottoporla all’attenzione del RPCT affinché possano essere svolte le opportune verifiche.
Da un lato vi è l’interpretazione che ho sempre sostenuto nell’esercizio delle mie funzioni di Amministratore Unico di SOGEPU, secondo la quale i ricavi generati dall’utilizzo di un impianto finanziato attraverso la tariffa del servizio pubblico devono concorrere, in applicazione della regolazione ARERA, alla riduzione dei costi del servizio e, conseguentemente, della TARI pagata dai cittadini.
Dall’altro vi è l’impostazione successivamente perpetrata dal Consiglio di Amministrazione di SOGEPU, secondo cui tali ricavi costituirebbero attività estranee al perimetro della concessione e che potrebbero pertanto essere trattenuti direttamente dalla società, senza transitare nel bilancio del gestore regolato SOGECO non concorrendo alla determinazione della tariffa.
È proprio questa diversa interpretazione ad aver reso necessario un chiarimento istituzionale.
Ritengo infatti che le contestazioni formulate nei miei confronti, relative al presunto compimento di atti contrari ai doveri d’ufficio, trovino origine proprio in tale differente lettura della regolazione tariffaria.
La mia attività amministrativa è sempre stata ispirata alla convinzione di applicare correttamente le disposizioni emanate da ARERA, nell’interesse del servizio pubblico e dei cittadini, affinché tutti i ricavi prodotti mediante l’utilizzo di un impianto regolato fossero destinati a ridurre i costi del servizio e, conseguentemente, la TARI.
Sono inoltre fortemente convinto e fiducioso che, qualora oltre 50.000 tonnellate di rifiuti speciali, come rappresentato nella mia segnalazione, non siano state considerate nella ripartizione dei costi dell’impianto ai fini del PEF 2024, tali quantitativi dovranno necessariamente essere valorizzati nella predisposizione del PEF 2026, affinché i benefici economici derivanti da tali conferimenti vengano integralmente trasferiti ai cittadini attraverso una riduzione della tariffa.
Diversamente, vi sarebbe il concreto rischio che ricavi generati mediante l’utilizzo di un impianto finanziato dal servizio pubblico rimangano definitivamente acquisiti al gestore senza produrre gli effetti di contenimento tariffario previsti dalla regolazione ARERA.
Desidero inoltre precisare con assoluta chiarezza che la segnalazione non mette in discussione l’operato di AURI né la correttezza dell’attività svolta dall’Autorità d’Ambito ma che anzi per formularla mi sono proprio basato sulle comunicazioni ufficiali dell’ETC (Auri), alcune allegate alla segnalazione ed altre no.
La questione posta non riguarda soltanto il passato né la mia vicenda processuale.
Riguarda soprattutto il futuro della tariffa rifiuti e un principio molto semplice: quando un impianto è finanziato attraverso la tariffa del servizio pubblico, i benefici economici derivanti dal suo utilizzo devono ritornare ai cittadini.
Se la regolazione ARERA sarà correttamente applicata, tali benefici dovranno tradursi in una concreta riduzione della TARI.
È questo il solo obiettivo della segnalazione che ho ritenuto doveroso presentare: garantire che le regole vengano applicate correttamente, nell’interesse della collettività e dei cittadini che finanziano il servizio pubblico.
Cristian Goracci



