Umbertide, Francesca Rossetti tra le vincitrici del contest sulle “donne invisibili”

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Ci sono storie che non fanno rumore, ma che ogni giorno cambiano la vita delle persone. È il caso di Francesca Rossetti, coordinatrice dell’Ambulatorio per i Disturbi della Condotta Alimentare di Umbertide, tra le undici vincitrici del contest nazionale “Racconta la tua donna invisibile” promosso da donnemente.it.

Un riconoscimento che accende i riflettori su un lavoro silenzioso ma fondamentale: quello di chi, lontano dalla visibilità, costruisce percorsi di cura, ascolto e sostegno.

Una realtà che non si può ignorare

I numeri parlano chiaro: in Umbria oltre 13.500 persone tra i 12 e i 45 anni soffrono di disturbi alimentari. Anoressia, bulimia e binge eating rappresentano oggi una vera emergenza sanitaria e sociale, con richieste di aiuto triplicate dopo la pandemia e un’età di esordio sempre più bassa.

Tra i più giovani, queste patologie sono la seconda causa di morte dopo gli incidenti stradali. E i dati raccontano anche un cambiamento: cresce il numero di ragazzi coinvolti, segno di un fenomeno sempre più trasversale.

Un lavoro fatto di presenza e relazioni

In questo contesto si inserisce il percorso professionale di Francesca Rossetti. Infermiera, da oltre trent’anni impegnata nei servizi di salute mentale tra Città di Castello e Perugia, ha dedicato gran parte della sua carriera alla psichiatria, alle dipendenze e ai disturbi complessi.

Dal 2012 è tra le figure chiave dell’ambulatorio DCA di Umbertide, nato grazie anche al contributo della dottoressa Laura Dalla Ragione, punto di riferimento a livello nazionale.

Il suo lavoro non si limita alla gestione clinica: coordina un’équipe multidisciplinare e promuove gruppi di supporto per i genitori, perché nei disturbi alimentari è l’intera famiglia ad essere coinvolta.

Un modello umbro riconosciuto

Nonostante la complessità del fenomeno, l’Umbria rappresenta oggi un modello avanzato a livello nazionale. Una rete attiva da oltre vent’anni che comprende strutture come Palazzo Francisci e il Nido della Rondine a Todi, il Centro DAI di Città della Pieve e lo stesso ambulatorio di Umbertide.

Un sistema integrato che garantisce tutti i livelli di assistenza pubblica, con percorsi dedicati come il “Percorso Lilla” nei pronto soccorso e un numero verde nazionale attivo per il supporto immediato.

Un riconoscimento che parla al territorio

A congratularsi con Francesca Rossetti sono stati anche il sindaco Luca Carizia e l’amministrazione comunale, sottolineando l’importanza di un lavoro che rafforza l’intero sistema di tutela della salute.

Un premio che non è solo personale, ma collettivo. Perché dietro ogni servizio ci sono competenze, dedizione e umanità.

E raccontare queste storie significa fare qualcosa di semplice, ma necessario: rendere visibile ciò che davvero conta.

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