Un invito semplice, ma dal forte valore simbolico: esporre il tricolore sui balconi, alle finestre, nelle vetrine e nelle sedi delle associazioni per celebrare insieme gli 80 anni della Repubblica Italiana. È l’appello lanciato dal Comune di San Giustino in vista del 2 giugno, data che nel 2026 segna un anniversario storico particolarmente significativo.
“Ci sono date che non appartengono solo ai libri di storia, ma alle nostre vite”, scrive l’amministrazione comunale ricordando il 2 giugno 1946, quando gli italiani furono chiamati a scegliere tra monarchia e Repubblica e, per la prima volta, votarono anche le donne. Un passaggio storico che segnò l’inizio di una nuova stagione democratica e la nascita dell’Assemblea Costituente chiamata a scrivere la Costituzione italiana.
Nel messaggio rivolto alla comunità, il Comune sottolinea il valore di quell’eredità democratica, ricordando anche il contributo delle ventuno donne elette nell’Assemblea Costituente, le cosiddette “madri costituenti”, protagoniste di una svolta che portò nella Carta principi fondamentali come uguaglianza, pari dignità e diritti universali.
Per l’occasione, tutte le rappresentanze presenti nel Consiglio comunale di San Giustino, maggioranza e opposizione insieme, hanno scelto di promuovere un gesto condiviso, al di là delle appartenenze politiche: rendere il paese simbolicamente unito attraverso il tricolore.
L’invito è rivolto a cittadini, commercianti, attività produttive e associazioni del territorio: appendere la bandiera italiana nei giorni che precedono e soprattutto nella giornata del 2 giugno, trasformando una ricorrenza nazionale in un momento di partecipazione collettiva.
“Una bandiera affacciata su una strada non è un semplice ornamento”, si legge ancora nel messaggio istituzionale, “ma un modo per riconoscersi negli stessi valori: libertà, uguaglianza, dignità della persona, solidarietà, pace e democrazia”.
L’obiettivo è chiaro: regalare a San Giustino l’immagine di un paese unito, capace non solo di ricordare la propria storia, ma di sentirsi parte di quei valori che, ottant’anni dopo, continuano a rappresentare il fondamento della vita democratica.



