Hanno rinvasato le piantine, le hanno decorate, poi si sono messi all’uscita di scuola a venderle con entusiasmo. E alla fine, quel piccolo gesto ripetuto giorno dopo giorno è diventato qualcosa di grande: oltre 2.300 euro raccolti da destinare ai bambini del Medio Oriente colpiti dalla guerra.
È il risultato dell’iniziativa “Piantine solidali”, promossa dal II Circolo Didattico di Umbertide e conclusa questa mattina alla scuola primaria Di Vittorio con un momento semplice ma carico di significato.
Alle 9.30, alla presenza di insegnanti, famiglie, rappresentanti dell’Unicef e istituzioni, è arrivata la consegna simbolica del ricavato. Ma la vera protagonista della mattinata è stata soprattutto la partecipazione dei bambini, che nel corso del mese di maggio hanno dato vita all’iniziativa coinvolgendo tutte le scuole dell’infanzia e le primarie del II Circolo.
Le piantine, preparate e sistemate dai ragazzi, sono state vendute all’uscita delle lezioni grazie all’aiuto delle famiglie e alla generosità di tante persone che hanno deciso di dare un contributo. Un gesto semplice, ma capace di trasformarsi in un aiuto concreto per chi oggi vive situazioni drammatiche.
Per il II Circolo non si tratta di un’esperienza isolata. Da anni infatti la scuola porta avanti percorsi legati ai diritti dei bambini, alla cittadinanza attiva e alla cultura della pace, ottenendo più volte il riconoscimento Unicef di “Scuola amica dei bambini e dei ragazzi”.
Importante anche il contributo del professor Vittorio Raggi, già docente dell’Università di Agraria di Perugia, che da tempo sostiene il progetto mettendo a disposizione esperienza e passione.
Alla mattinata erano presenti la dirigente scolastica Raffaella Reali, le insegnanti e le classi quarte coinvolte nel progetto, insieme all’assessore al Sociale Lara Goracci, al sindaco di Lisciano Niccone Gianluca Moscioni e ai rappresentanti territoriali dell’Unicef.
“Attività come questa lasciano un segno importante nel percorso di crescita dei più piccoli”, ha sottolineato l’assessore Goracci, ringraziando scuola, famiglie e studenti per il lavoro fatto.
Una mattinata fatta di sorrisi, applausi e anche un po’ di orgoglio. Perché quando sono i bambini a dare una mano ad altri bambini, il messaggio arriva ancora più forte.



