Nidi, 0-6 anni e tempo integrato, Patto Avanti: “La Regione investe sul futuro con i servizi educativi. Preoccupano le situazioni di Foligno e Terni”

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Perugia, 17 giugno 2026 – “Gli atti approvati oggi dalla Giunta regionale segnano un passaggio importante per il sistema educativo umbro e per il sostegno alle famiglie. Da una parte è stato preadottato il regolamento attuativo della legge regionale 13 del 2023 sul sistema integrato dalla nascita ai sei anni, che definisce regole omogenee per i servizi educativi in tutto il territorio regionale, rafforza la qualità dell’offerta, valorizza il personale e favorisce una maggiore continuità tra nidi e scuole dell’infanzia. Dall’altra sono stati approvati i criteri per l’attuazione del progetto Tempo integrato scuola, finanziato con oltre 4,2 milioni di euro del Programma regionale FSE+ 2021-2027 per gli anni scolastici 2026-2027 e 2027-2028”.

“Si tratta di un intervento che consentirà alle scuole primarie di ampliare le attività educative oltre il normale orario delle lezioni, andando incontro alle famiglie nella gestione dei tempi di vita e di lavoro. Le scelte assunte oggi si inseriscono in un percorso già avviato dalla Regione, che ha destinato 6 milioni di euro del Fondo Sociale Europeo per attivare oltre 500 nuovi posti nei nidi e micronidi comunali. Queste misure assumono un valore ancora maggiore alla luce delle criticità che emergono in diversi territori umbri. A Foligno il Comitato dei genitori dei bambini degli asili nido comunali ha segnalato problemi organizzativi, carenze di personale e limitazioni dei servizi che meritano ascolto e risposte e presto saranno incontrati dall’assessore per verificare come intervenire. A Terni la scelta dell’amministrazione comunale di affidare ai privati strutture che in precedenza erano gestite direttamente dal Comune apre una discussione sul futuro dei servizi educativi pubblici e sulle garanzie da assicurare alle famiglie e ai lavoratori. Ancora più preoccupanti sono le posizioni che mettono in discussione il principio secondo cui ogni bambina e ogni bambino devono poter accedere alle stesse opportunità educative, indipendentemente dalla provenienza o dalla nazionalità. L’educazione pubblica ha il compito di includere, non di dividere. Alimentare differenze come sta facendo il sindaco Bandecchi significa allontanarsi dai valori che sono alla base della democrazia”.

“Per un Patto avanti, il diritto all’educazione resta un caposaldo che deve accompagnare le famiglie umbre. Le sfide demografiche, sociali ed educative si affrontano con investimenti, programmazione e inclusione, non con politiche che alimentano esclusione e discriminazioni”.

 Così in una nota i partiti del Patto Avanti.

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