Altotevere, riecco Maiocchi: “Sono di nuovo qui e con grandi ambizioni”

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Dopo la parentesi di Mantova, lo schiacciatore milanese torna a indossare il biancazzurro: “Questo posto mi è rimasto nel cuore e porta al massimo le mie motivazioni”

Il suo distacco è durato 15 mesi in totale, perché Matteo Maiocchi – schiacciatore di posto 4 che compirà 28 anni a fine settembre – è tornato alla ErmGroup Altotevere dopo la parentesi con la Gabbiano FarmaMed Mantova. E si ripresenta in condizioni ottimali, essendo reduce da una stagione piena, mentre a San Giustino era arrivato nel dicembre del 2024, quasi alla fine della fase di andata e con un infortunio da smaltire. Cantù e Reggio Emilia in A2, Allianz Milano in Superlega con esordio nella massima serie, poi di nuovo A2 con Santa Croce sull’Arno e Reggio Emilia e infine A3 con Altotevere e Mantova. Il bilancio aggiornato della carriera, aggregato con le tre categorie, è di 1158 punti, dei quali 962 in attacco; 89 ace e 107 muri vincenti. Con la formazione virgiliana, Maiocchi ha messo a segno 302 punti, così ripartiti: 246 in attacco, 29 in battuta e 27 a muro. Adesso, il rientro in biancazzurro: “Questo posto mi è rimasto nel cuore – dichiara subito il giocatore milanese – e quindi quando è arrivata la chiamata la mia risposta è stata istintiva.

Eccomi pertanto di nuovo qui e con grandi ambizioni”. Anche dell’annata di Mantova, comunque, conserva un bel ricordo: “Mi sono trovato bene, siamo stati protagonisti di una bella rincorsa e abbiamo battagliato anche con l’Altotevere. Per me era importante il recupero pieno, possibile soltanto disputando per intero la stagione messa da poco alle spalle: sono di conseguenza soddisfatto”. Dal punto di vista fisico, nulla da eccepire sul suo conto: “Sì, la continuità in campo mi ha definitivamente tolto ogni postumo legato all’infortunio che aveva preceduto il mio arrivo all’Altotevere. Ora però occorre il riscontro sul campo: di certo, sono venuto per provare a dare quel qualcosa in più”. Da quando è in A3, l’Altotevere ha sempre salito ogni volta un gradino: manca adesso l’ultimo, quello che porta in A2. “Sì, però spesso è questione anche di episodi e di momenti – dice Maiocchi – e allora noi dovremo garantire di essere lì per lottare: sono i momenti più belli quelli che i tifosi ricordano.

Daremo tutto e, se dimostreremo di essere un bel gruppo, matureranno anche i risultati. Inutile porsi obiettivi e dire qualcosa: dobbiamo lavorare in palestra, perché è lì che si costruiscono grandi cose fin dal primo giorno; lo si nota già dagli sguardi e dalle motivazioni che mettiamo”. E di motivazioni, Maiocchi ne ha da vendere: “Mi serviva un ambiente che le portasse al massimo. La scelta che ho fatto mi dà tanta emozione e spero di trasferirla sul campo”. Conclusione affidata al diesse Valdemaro Gustinelli“Il ritorno di Matteo Maiocchi è stato un’operazione estremamente voluta e cercata, visto che conosciamo bene il giocatore. Due anni fa aveva alle spalle un infortunio, stavolta viene da un’ottima stagione ed è un giocatore estremamente importante per equilibrio, esperienza e capacità di lettura delle partite. Da lui ci aspettiamo molto”.

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