FCU: Tratta Città di Castello-Sansepolcro, Lega ” l’Umbria stava per perdere 55 milioni per colpa dell’incapacità della coppia Proietti-De Rebotti. Subito accesso agli atti per fare luce sui ritardi”

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“Il comunicato diffuso dalla Presidente Proietti e dall’assessore De Rebotti sui fondi sbloccati per la tratta FCU Castello- Sansepolcro è l’ennesimo esercizio di propaganda costruito per riscrivere la realtà dei fatti. Un trionfalismo tanto enfatico quanto privo di qualsiasi fondamento, che non può cancellare un anno e mezzo di ritardi, immobilismo amministrativo, incertezze e occasioni perdute per l’Umbria. Ancora una volta la Giunta tenta di appropriarsi di risultati che non le appartengono, raccontando una narrazione lontana dai fatti e cercando di trasformare i propri ritardi in presunti successi”. Lo dichiarano il capogruppo della Lega in Assemblea legislativa, Enrico Melasecche, e il consigliere regionale della Lega Donatella Tesei.

“Gli umbri meritano di conoscere la verità. Degli 80 milioni di euro ottenuti dal Governo e assegnati dal CIPESS nell’ambito degli interventi per l’ottavo centenario della morte di San Francesco, questa Giunta ha già perso definitivamente 15 milioni di euro destinati alla nostra regione, a causa della lentezza, dell’incapacità e dell’inadeguatezza con cui ha affrontato gli adempimenti procedurali. Altri 10 milioni, destinati alla progettazione della Medio Etruria, sono stati sostanzialmente compromessi dopo il balbettio politico della Presidente Proietti, che ha scelto di delegare in maniera incomprensibile e mortificante alla Toscana una decisione sulla quale la precedente amministrazione aveva già ottenuto il massimo risultato possibile sotto il profilo tecnico, individuando come criterio oggettivo e condivisibile quello della baricentricità del sito.

I restanti 55 milioni per la tratta Città di Castello-Sansepolcro vengono oggi presentati come una grande vittoria della Giunta. La realtà è ben diversa. Quelle risorse sono state sbloccate soltanto dopo la nostra denuncia, con la quale abbiamo portato all’attenzione dell’opinione pubblica e delle istituzioni il gravissimo ritardo accumulato nella firma della convenzione con RFI e il concreto rischio di perdere anche questo finanziamento. Se oggi la convenzione viene finalmente sottoscritta è perché qualcuno ha acceso i riflettori su una situazione che la Giunta aveva lasciato colpevolmente trascinare per mesi.

Tali finanziamenti sono il risultato dell’impegno della precedente amministrazione regionale e della credibilità costruita nei confronti del Governo nazionale. Abbiamo combattuto con determinazione per ottenere quelle risorse ed eravamo presenti a Roma, alla seduta del CIPESS che ne deliberò l’assegnazione, a testimonianza dell’importanza strategica che attribuivamo a quel risultato per l’Umbria. È quindi inaccettabile assistere oggi al tentativo della Giunta Proietti di intestarsi meriti che appartengono esclusivamente al lavoro svolto dalla precedente amministrazione e dal Governo nazionale.

Se oggi la Regione può ancora disporre dei 55 milioni per il completamento della tratta Città di Castello-Sansepolcro non è grazie alla Giunta Proietti, ma nonostante i suoi ritardi, il suo immobilismo e la sua evidente incapacità di gestire tempestivamente risorse così strategiche per il territorio. Ancora più grave è il tentativo di raccontare agli umbri una realtà capovolta, attribuendosi risultati che non le appartengono e omettendo le responsabilità politiche di un anno e mezzo di inerzia amministrativa.

Per questo motivo presenteremo immediatamente un’istanza di accesso agli atti per acquisire tutta la documentazione relativa ai rapporti intercorsi tra Regione, RFI, Ministero e Dipartimento per le Politiche di Coesione. Vogliamo verificare puntualmente cosa sia realmente accaduto in questi mesi, comprendere le effettive ragioni dei ritardi accumulati e smentire, documenti alla mano, le fantasiose autoattribuzioni di merito contenute nel comunicato della Giunta. Gli umbri hanno il diritto di sapere se questa amministrazione abbia realmente rischiato di far perdere alla regione altri 55 milioni di euro per inerzia, incapacità e cattiva gestione. Perché la propaganda può servire a costruire titoli di giornale, ma non può cancellare i fatti né sostituirsi alla verità”.

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