A dieci anni da quel celebre “piede a terra” che è entrato nella storia del ciclismo, la Fondazione Michele Scarponi sceglie di celebrarne il significato con un viaggio in bicicletta attraverso i luoghi più cari al campione marchigiano. Un’iniziativa che unirà sport, memoria e sensibilizzazione sulla sicurezza stradale.
Il progetto è stato presentato martedì sera a Jesi. Da lunedì 6 luglio, Marco Scarponi, segretario della Fondazione, insieme ad alcuni ciclisti del Gruppo Ciclistico Michele Scarponi, partirà da Filottrano per un percorso a tappe che si concluderà il 12 luglio a Risoul, in Francia.
L’itinerario attraverserà città profondamente legate alla vita e alla carriera dell’Aquila di Filottrano: Cesenatico, Zola Predosa, Parma, Tortona, Alba e Sampeyre, fino alla salita del Colle dell’Agnello e al traguardo di Risoul.
Proprio lì, durante la 19ª tappa del Giro d’Italia 2016, Michele Scarponi compì uno dei gesti più ricordati della sua carriera: dopo essere transitato per primo sulla Cima Coppi, rinunciò ad andare avanti da solo, fermandosi per attendere il compagno di squadra Vincenzo Nibali e accompagnarlo verso la vittoria finale di tappa. Un gesto di altruismo e spirito di squadra che, due anni dopo, è diventato il simbolo della Fondazione attraverso il logo del “piede a terra”.
Ogni arrivo di tappa sarà anche un momento di incontro con cittadini, ciclisti e associazioni per parlare di sicurezza stradale, mobilità sostenibile e rispetto reciproco sulle strade, mantenendo vivo il messaggio lasciato da Michele.
Nata l’8 maggio 2018, la Fondazione Michele Scarponi porta avanti in tutta Italia progetti dedicati all’educazione stradale, soprattutto nelle scuole, e iniziative rivolte alla tutela degli utenti più vulnerabili. In questi anni ha coinvolto oltre 60 mila studenti, promosso centinaia di incontri di sensibilizzazione e collaborato con istituzioni, forze dell’ordine, scuole e grandi manifestazioni ciclistiche nazionali per diffondere una cultura della sicurezza e del rispetto.
Un viaggio che guarda al passato per costruire un futuro migliore, nel ricordo di un campione che ha saputo lasciare un’eredità che va ben oltre le vittorie sportive.


