Non si placa il confronto sul dimensionamento scolastico a Città di Castello. Dopo le dichiarazioni del consigliere regionale della Lega Valerio Marchetti, arriva la replica del Comitato dei genitori, che torna a chiedere il pieno rispetto della sentenza del TAR dell’Umbria e accusa il centrodestra di fare “propaganda sulla pelle delle famiglie tifernati”.
«Rispondiamo all’onorevole Marchetti – si legge nella nota – che la propaganda la sta facendo lui. Dire che il contenzioso è ancora aperto significa ignorare che il TAR dell’Umbria ha già emesso, il 29 maggio scorso, una sentenza di merito chiara e immediatamente esecutiva, annullando il piano di dimensionamento. Le sentenze si rispettano, non si archiviano come semplici questioni amministrative».
I genitori invitano quindi «la Lega e il Ministero a portare meno tweet e più rispetto per la legalità e per le decisioni dei giudici», sostenendo che «i fatti dimostrano come l’Ufficio scolastico regionale sia in difetto e che il Comune abbia dovuto diffidarlo formalmente attraverso il proprio legale».
Nel comunicato viene inoltre contestato il collegamento tra la vicenda della ricostruzione della scuola Dante Alighieri e quella del dimensionamento scolastico.
«Non si devono confondere i piani – affermano –. La ricostruzione della Dante e i relativi finanziamenti rappresentano un atto dovuto, mentre il piano di dimensionamento cancella l’autonomia delle nostre istituzioni scolastiche. Nuovi mattoni non possono giustificare il caos logistico e amministrativo imposto dall’alto a discapito dei ragazzi».
Infine il Comitato ribadisce il proprio appello a tutela della scuola pubblica.
«La scuola pubblica è un bene comune che va difeso e valorizzato, non attaccato con decreti calati dall’alto. Le famiglie di Città di Castello sono composte da cittadini liberi che chiedono dialogo, rispetto della legalità e non sono disposte ad accettare passivamente decisioni burocratiche prese sulla pelle dei propri figli».



