Eventi, turismo, commercio e scuola: Letizia Guerri traccia il bilancio a otto mesi dalla fine del mandato

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L’estate tifernate è ormai entrata nel vivo, ma alle spalle ci sono mesi intensi che hanno visto Città di Castello protagonista con un calendario di iniziative capace di richiamare migliaia di persone. Dagli eventi dedicati al vino alle rassegne culturali, passando per il cinema all’aperto e le iniziative per le famiglie, il turismo e il commercio sono stati tra gli assi portanti dell’attività amministrativa. A circa otto mesi dalla conclusione del mandato abbiamo incontrato l’assessore al Turismo, Commercio e Scuola, Letizia Guerri, per fare il punto sul lavoro svolto, sui progetti ancora in cantiere e su uno dei temi più delicati degli ultimi mesi: il dimensionamento scolastico. Ne è nata una conversazione a tutto campo, tra risultati raggiunti, criticità e prospettive per il futuro.

Assessore, prima di parlare dell’estate facciamo un passo indietro. La primavera appena trascorsa è stata particolarmente ricca di appuntamenti. Only Wine, Extra Wine, il Festival dei Cammini di Francesco… Ho avuto la sensazione che oggi questi eventi non siano più soltanto manifestazioni, ma occasioni concrete per portare gente in città e far lavorare tutto il territorio.

«È proprio questo il risultato che volevamo ottenere. Aprile e maggio sono stati mesi molto importanti. Only Wine e il Festival dei Cammini continuano a crescere anno dopo anno e oggi attirano visitatori che arrivano ben oltre i confini della vallata. La soddisfazione più grande è vedere che questi eventi producono ricadute concrete sul territorio: alberghi, ristoranti, attività commerciali. Quando il centro storico si riempie di persone significa che la direzione è quella giusta.»

Quest’anno, tra l’altro, ho visto davvero tanti turisti anche stranieri. E parlando con commercianti e ristoratori mi sono sentito ripetere una cosa: finalmente si è creato un vero rapporto di collaborazione con l’amministrazione.

«Credo sia stato uno degli aspetti più importanti del lavoro svolto in questi anni. Manifestazioni come Only Wine non possono vivere soltanto all’interno degli stand. Devono coinvolgere tutta la città. Per questo abbiamo scelto di confrontarci con commercianti, ristoratori e associazioni, costruendo insieme un’offerta coordinata. La partecipazione non è uno slogan, ma un metodo di lavoro. Ci si confronta, a volte si hanno idee diverse, però poi si trovano soluzioni che fanno crescere tutta la città.»

Io però una cosa la voglio dire, perché poi ci passo spesso la sera. Da anni sentiamo raccontare che il centro storico è morto. Poi però fai una passeggiata, soprattutto nel fine settimana, e trovi famiglie in giro, locali pieni e perfino difficoltà a trovare un tavolo al ristorante. I problemi ci sono, sarebbe sciocco negarlo, ma forse qualche volta si racconta soltanto una parte della realtà.

«Il tema dei centri storici è complesso e riguarda tante città italiane. Noi abbiamo scelto di lavorare su due fronti: investire sulla promozione della città e sugli eventi, ma anche costruire un rapporto costante con gli operatori economici. Un Comune non può sostituirsi agli imprenditori, però può creare le condizioni migliori affinché chi investe trovi un contesto vivo, attrattivo e capace di generare opportunità. È un lavoro quotidiano che richiede tempo, ma credo che qualche risultato oggi sia visibile.»

Tra le novità che mi hanno colpito c’è sicuramente Cine Park. Una rassegna nata praticamente da zero e che già al secondo anno sembra aver conquistato il suo pubblico.

«È una delle iniziative a cui sono più affezionata. L’idea era quella di riportare bambini e famiglie a vivere i parchi cittadini attraverso il cinema all’aperto. Non volevamo creare una classica arena, ma uno spazio libero, dove i bambini potessero stare seduti su una coperta, giocare e vivere il parco con naturalezza. È un progetto nato anche grazie al confronto con le educatrici dei nostri asili nido. Lo scorso anno era una scommessa, quest’anno abbiamo trovato parchi pieni già dai primi appuntamenti. È il segnale che l’idea è stata compresa e apprezzata.»

E poi c’è CdCinema, che ormai rappresenta una certezza dell’estate tifernate.

«Sì, è una manifestazione che continua a crescere. Ogni anno propone un programma di grande qualità e riesce a portare il pubblico anche a riflettere attraverso il cinema. Dietro tutto questo c’è il lavoro di tanti volontari che dedicano tempo e passione alla città. È un patrimonio prezioso che merita di essere valorizzato.»

Possiamo anticipare qualche novità dei prossimi mesi?

«Posso dire che il 22 e 23 agosto tornerà la Fiera del Bestiame con un’importante novità: dopo anni torneranno a Città di Castello le gare interregionali della Chianina. È un appuntamento che valorizza una filiera storica per il nostro territorio e il lavoro delle aziende agricole locali.»

Veniamo invece alla politica. Mancano ormai poco più di otto mesi alla fine del mandato. Sei entrata in Giunta nel pieno del post Covid, quando ripartire non era affatto semplice. Se ti fermi un attimo a guardare questi quasi cinque anni, qual è il bilancio che fai?

«È stato un percorso intenso. Sono stanca, ma anche molto soddisfatta. Il post Covid ha cambiato completamente il modo di vivere le città, il turismo e il commercio. Abbiamo cercato di cogliere tutte le opportunità, investendo nella promozione del territorio, nelle campagne di comunicazione, nella collaborazione con la Fondazione Burri e nella valorizzazione degli eventi. Alcune scelte inizialmente sono state discusse, penso a Extra Wine o ad altre novità, ma oggi credo che i risultati siano evidenti. Quando c’è una visione e si coinvolge il territorio, i risultati arrivano.»

Negli ultimi mesi però c’è stato un argomento che vi ha assorbito tantissime energie: il dimensionamento scolastico. Ti dico la verità, seguirlo non è stato semplice. Tra comunicati, repliche e prese di posizione dei partiti, a volte sembrava una partita infinita. Però la sensazione è che, al di là della polemica politica, la vostra preoccupazione fosse reale. Perché oggi continuate a dire che c’è il rischio che quella sentenza non venga rispettata?

«Perché la sentenza del TAR parla in maniera molto chiara e annulla il provvedimento del commissario ad acta. Noi chiediamo semplicemente che venga rispettata. Il problema è che, nel frattempo, l’Ufficio scolastico regionale sta predisponendo gli atti per il prossimo anno scolastico facendo riferimento proprio a quel provvedimento che il TAR ha annullato. Prima le graduatorie del personale ATA e poi gli avvisi per la mobilità dei dirigenti scolastici. Tutto questo crea incertezza tra le famiglie e nel personale della scuola.»

Quindi il vostro timore è che si vada avanti come se quella sentenza non fosse mai arrivata?

«Esattamente. Se il Ministero riterrà di presentare ricorso è una facoltà prevista dalla legge. Ma fino a quando quella sentenza è efficace deve essere rispettata. È questo che chiediamo. Non è una questione politica, ma di rispetto delle decisioni della giustizia amministrativa e della serenità delle famiglie e di tutto il personale scolastico.»

Siamo davvero agli ultimi mesi di questa esperienza amministrativa. C’è ancora un’estate da vivere, tanti appuntamenti in calendario e alcune partite importanti da chiudere. Che cosa ti aspetti da questi ultimi mesi?

«Mi aspetto di continuare a lavorare con lo stesso spirito con cui abbiamo iniziato questo percorso. Ci sono ancora tanti progetti da seguire e altri che prenderanno forma nei prossimi mesi. Un amministratore deve lavorare fino all’ultimo giorno del mandato con lo stesso impegno del primo. Poi saranno i cittadini a giudicare quanto è stato fatto. Io posso dire di aver affrontato questi anni con passione, insieme a una squadra che non si è mai tirata indietro, anche nei momenti più difficili. Adesso pensiamo a portare a termine il lavoro iniziato, perché Città di Castello merita attenzione e continuità fino all’ultimo giorno.»

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