Pian dei Brusci e Meltini, Città di Castello ricorda le vittime delle stragi nazi-fasciste

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A ottantadue anni dalle stragi di Pian dei Brusci e Meltini, Città di Castello ha rinnovato questa mattina il ricordo delle quattordici vittime innocenti uccise dalle truppe tedesche tra l’8 e l’11 luglio del 1944. Due cerimonie partecipate e sentite hanno riunito istituzioni, associazioni, familiari delle vittime e cittadini nei luoghi della memoria, per rendere omaggio a chi perse la vita durante uno dei momenti più drammatici della Seconda guerra mondiale.

A rappresentare le istituzioni è stato il presidente del Consiglio comunale, Luciano Bacchetta, che ha ricordato come quei luoghi siano ancora oggi simbolo delle sofferenze provocate dalla guerra e dell’importanza di custodire i valori della libertà, della democrazia e della pace. «Guardare al passato per non dimenticare – ha sottolineato – significa anche trasmettere alle giovani generazioni il valore della pace, il bene più prezioso da difendere ogni giorno».

Alle commemorazioni hanno preso parte anche il consigliere comunale Fabio Bellucci, i rappresentanti dell’Istituto di Storia Politica e Sociale “Venanzio Gabriotti”, dell’ANPI, dell’Associazione Nazionale Famiglie Caduti e Dispersi in Guerra, dell’associazione Trestina per la Pace, delle Pro Loco di Trestina e Badia Petroia e della Società Rionale “Quelli delà del Ponte”. Presenti anche numerosi familiari delle vittime, tra cui Mario Lepri, autore della ricostruzione storica della vicenda di Meltini.

La benedizione è stata impartita dal rettore del Santuario di Canoscio, monsignor Franco Sgoluppi, mentre il maestro Fabio Battistelli, con il suo clarinetto, ha accompagnato la cerimonia eseguendo l’Inno di Mameli e altri brani che hanno emozionato i presenti.

A rendere ancora più significativo il momento, la presenza del gonfalone del Comune di Città di Castello e delle forze dell’ordine, a testimonianza di una memoria che continua a unire la comunità e a ricordare il sacrificio di quattordici innocenti, affinché tragedie come quelle di Pian dei Brusci e Meltini non si ripetano mai più.

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