Colorglass: Bettarelli (PD) “su questa vicenda, in molti hanno la memoria corta. E’ la vittoria della politica, con la P maiuscola”

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Qualche giorno fa è arrivata l’ufficialità sulla delocalizzazione della ditta Color Glass e da quel momento ho letto tante, troppe esternazioni.

Di questa vicenda che ho affrontato in prima persona da Vicesindaco del Comune di Città di Castello, pur non avendo deleghe specifiche, voglio sottolineare oggi solo il lato migliore perché il peggiore fatto anche di parole pesanti scagliate come pietre nei confronti di chi, come me, anche alle assemblee di Marzo e Dicembre 2018 ad esempio, era sempre presente e rappresentava il Comune di Città di Castello, non ha rilevanza politico istituzionale.

Ricordo il Comitato Salute e Ambiente che per primo ha sollevato la problematica e le criticità legate a questa vicenda, mantenendo sempre alto il livello di attenzione sulla questione e sul diritto inalienabile alla salute; ma anche l’azienda Color Glass che ha mantenuto sempre aperto il dialogo, fino a realizzare oggi quanto promesso e verbalizzato in Commissione Assetto del Territorio in data 21 Settembre 2018 delocalizzando in modo volontariato la produzione.

Così come è doveroso ricordare il lavoro incessante all’interno delle istituzioni, quello del Presidente della Commissione Assetto del Territorio e dell’ex Capogruppo Pd che per primi insieme a me hanno proposto in assemblea a Trestina e sostenuto a più riprese, con atti concreti e voti espressi, la delocalizzazione.

Dalla Prima Commissione su Color Glass del 22 Settembre 2017 , all’ordine del giorno proposto dal Pd il 17 Agosto 2018 avente ad oggetto la possibilità della delocalizzazione, fino ad arrivare al Consiglio Comunale del 10 Settembre 2018 (solo per citare alcuni dei numerosi passaggi) in cui  però su quell’ordine del giorno, sulla delocalizzazione Lega e Fratelli d’Italia votarono contro, Tiferno Insieme e Castello Cambia si astennero.

In questa vicenda lunga e difficile che ha visto un’azienda con dieci lavoratori andarsene da un territorio e su cui ora tutti sembrano essere i salvatori di Trestina, con le dovute e doverose premesse fatte (e forse qualche dimenticanza), credo che a vincere sia stata la politica, quella con la P maiuscola; quella che supera il “muro contro muro” , quella che ci mette la faccia e che cerca incessantemente e instancabilmente la mediazione nel solo ed unico interesse della comunità.

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