Rissa alla Buonarroti: Pd “deriva preoccupante, serve combattere il disagio giovanile e sostenere la crescita dei nostri ragazzi”

Data:

Desta preoccupazione la notizia di una rissa violenta scoppiata tra minorenni all’ingresso della Scuola Secondaria Buonarroti. Si tratta di fatti gravi che scuotono le coscienze di una Città che ha nei giovani il suo bene più prezioso. Proprio per questo per affrontare questioni così complesse serve riflessione e responsabilità, che quasi mai trova alloggio negli spazi dei social network o nelle dichiarazioni a caldo. Non si può derubricare il gesto come un fatto isolato, perché aldilà del singolo episodio, traspare evidente un problema educativo e sociale. Purtroppo nella nostra città, non da oggi, mancano luoghi di aggregazione per i giovani, l’esperienza del centro giovani è stata chiusa cinque anni fa e quel vuoto non è stato colmato da nessun’altra proposta.

Sembra che una fascia di persone, quelle più fragili in pieno sviluppo psico-fisico ed emotivo, non siano soggetti interessanti per chi amministra la “cosa pubblica”. Eppure, con le loro difficoltà e i loro sogni, gli adolescenti sono cittadini al pari degli altri, anche quelli che non possono vantare famiglie nate e cresciute a Sansepolcro, e hanno bisogno che le loro esigenze trovino una comunità in grado di accoglierle. Non fallisce l’integrazione, come qualche esponente istituzionale di questa nuova maggioranza denuncia sui social, se due ragazzini si prendono a botte davanti a una scuola, ma fallisce l’intera comunità che ha il compito con l’esempio, la responsabilità e le politiche attive di sostenere la crescita di quei ragazzini. 

Purtroppo abitiamo in un deserto sociale, che qualcuno vorrebbe desertificare ancora di più perché le risorse vanno spese sempre su altro, in cui gli/le assistenti sociali sono carenti, quelle trasferite non sono state sostituite, i luoghi di aggregazione “non formale” mancano e non tutti accedono alle numerosi offerte sportive del territorio o agli importanti servizi portati avanti dai volontari dell’oratorio nel doposcuola. Non bastano le telecamere e il controllo ad arginare una emergenza educativa che rischia di allargarsi a macchia d’olio, servono servizi, operatori e professionisti che possano fronteggiare il disagio e sostenere la crescita dei giovani. Se ci interessa il futuro della nostra comunità, non c’è tempo da perdere.

Commenti

Share post:

spot_imgspot_img

Popular

More like this
Related

Umbria e Marche unite per la pace: la Eco-Bandiera collettiva arriva a Polverigi con 200 bambini

Umbria e Marche unite nel segno della paceLa Eco-Bandiera...

Olio e scuola, studenti entusiasti per il ciclo di incontri della Confraternita dell’olivo dell’Alta Valle del Tevere

Si chiude positivamente il ciclo di incontri della Confraternita...

Piscina comunale, Secondi e Carletti: “Riqualificazione scelta politica rivendicata. Riapertura a giugno”

Il sindaco Secondi e l’assessore Carletti rispondono alla consigliera...