“La novità principale dell’attivazione di un percorso dedicato ai pazienti con bassa complessità assistenziale è quella di aver restituito il cosiddetto doppio canale di intervento, ovvero due percorsi distinti anche sul piano degli spazi e degli itinerari fisici, che permettono di ridurre i tempi di attesa e di permanenza dei pazienti all’interno del pronto soccorso e soprattutto di abbassare la pressione sul triage, dove, oltre alla prima registrazione degli utenti, deve essere effettuata, a intervalli stabiliti, la fase di rivalutazione dei pazienti”. E’ la risposta della dirigenza sanitaria di presidio dell’Usl Umbria 1 che ha letto in aula il vice sindaco Giuseppe Stefano Bernicchi nel dibattito sull’interrogazione della consigliera di Castello Cambia Emanuela Arcaleni a proposito dell’implementazione del servizio di pronto soccorso presso l’ospedale di Città di Castello. A proposito dell’annuncio del luglio scorso da parte dell’Usl Umbria 1 di “un nuovo servizio ambulatoriale di pronto soccorso all’ospedale di Città di Castello”, l’esponente della minoranza aveva riferito di essersi resa conto che “il servizio non preveda nuovo personale, non preveda nuove risorse, ma preveda semplicemente una nuova stanza per i codici bianchi e verdi, che devono essere affrontati dai medici che sono in servizio presso l’emergenza, nei momenti in cui non rispondono a richieste di intervento esterne”. “Come si fa a parlare di nuovo servizio quando di nuovo non c’è nulla, se non una stanza?”, aveva osservato la consigliera, chiedendo di “conoscere le garanzie con le quali si può assicurare che un solo medico ed un solo infermiere, peraltro già in servizio per le emergenze e quindi impiegato sul territorio in risposta alle chiamate del 118, possano affrontare il 65-70 per cento degli accessi totali di un pronto soccorso come quello tifernate, che copre una vasta popolazione”, ma anche “quante ore ritengano di poter garantire l’apertura e l’effettivo servizio per gli utenti in codice bianco e verde, dato che per definizione le emergenze alle quali il personale medico e infermieristico devono primariamente rispondere non sono prevedibili”. Arcaleni aveva domandato anche “quali dati possono essere forniti, a giustificazione di tale promessa di risposta” e “come sono stati impiegati il medico e l’infermiere del servizio emergenze, fino al 24 luglio scorso, nei momenti in cui non erano impegnati in risposta alle chiamate del 118”. “Questa amministrazione non ritiene di chiedere espressamente all’Usl Umbria 1 e alla dirigenza del nosocomio tifernate di affrontare seriamente le criticità del servizio e i bisogni dei cittadini, assegnando nuove unità di personale per decongestionare effettivamente il pronto soccorso, dato che un nuovo servizio, per essere tale, ha bisogno di nuovo personale, non di quello di sempre, già evidentemente insufficiente, da spostare semplicemente di stanza?”, aveva chiesto la consigliera. Leggendo la risposta scritta pervenuta dalla dirigenza sanitaria di presidio dell’Usl Umbria 1, il vice sindaco Bernicchi ha aggiunto altri particolari sul percorso di assistenza attivato al pronto soccorso. “Il servizio è aperto tutti i giorni dalle ore 8.00 alle ore 22.00 e vede impegnati medico e infermiere del servizio di emergenza territoriale quando presenti in sede”, ha comunicato l’amministratore, che ha proseguito: “tenendo conto della variabilità del servizio di emergenza territoriale, in media il servizio effettivo è di circa 8 ore al giorno”. “In alcune realtà anche regionali partecipano alla gestione dell’ambulatorio dei codici minori i medici di medicina generale e di continuità assistenziale”, ha ulteriormente specificato Bernicchi, facendo presente che “il personale medico infermieristico nella fase antecedente all’attivazione del doppio canale, così come negli orari di non apertura dello stesso, partecipi all’attività di pronto soccorso seguendo i criteri di ingresso a visita del triage”. “E’ evidente – ha puntualizzato il vice sindaco leggendo la risposta del dirigente medico dell’ospedale tifernate – che la gestione di un codice maggiore da parte del personale dedicato all’emergenza territoriale può risultare problematica in quanto questo può improvvisamente interrompersi per chiamata sul territorio. Per questo l’attività del personale 118 è prevalentemente dedicata all’interno del pronto soccorso ai codici minori”. “E’ evidente che più personale, specie infermieristico garantirebbe una maggiore copertura dei servizi”, ha riferito Bernicchi, che ha dato conto di un impegno quotidiano dell’Usl Umbria 1 nell’“ottimizzare l’impiego delle risorse al momento disponibili, dato che la modifica organizzativa è stata effettuata a costanza di personale al fine di migliorare il percorso del paziente accedente al pronto soccorso”. In sede di replica, la consigliera Arcaleni ha espresso la propria delusione per la risposta dell’Usl Umbria 1. “L’organizzazione e la descrizione del servizio mi erano ben chiare: quello che chiedevo era di sapere in che modo questo servizio possa essere stato annunciato alla cittadinanza come un nuovo servizio che offre nuove risposte”, ha puntualizzato la rappresentante di Castello Cambia. “Quello che ci viene detto è inaccettabile per una situazione che è gravemente deficitaria”, ha sostenuto Arcaleni, che ha aggiunto: “mi si dice il doppio canale al pronto soccorso da altre parti funziona perché ci sono i medici di medicina generale, ma che vuol dire? Puntiamo il dito da altre parti, quando in realtà non vengono affrontati e non vengono risolti i problemi qui”. “Avrei preferito che mi si dicesse quantomeno in che modo si intenda affrontare questo deficit di personale”, ha fatto presente Arcaleni, evidenziando la necessità che per il pronto soccorso dell’ospedale di Città di Castello venga chiesto qualcosa di diverso, per esempio di avere incarichi ulteriori, anche temporanei”. “A me sembra che nessuno, in questo caso il la direzione di presidio, voglia andare fino in fondo ad affrontare la situazione”, ha concluso Arcaleni.
Consiglio comunale: il vice sindaco Bernicchi riferisce la risposta dell’Usl Umbria 1 all’interrogazione della consigliera Arcaleni (Castello Cambia) sul pronto soccorso dell’ospedale di Città di Castello
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