“Occhi. Frammenti da un Antigone”: la compagnia KTM di Amelia al Teatro dei Riuniti di Umbertide

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Nell’ambito dellaprima edizione della manifestazione “Amatori Riuniti. Festival nazionale di teatro amatoriale” organizzata dall’Accademia dei Riuniti, sabato 24 gennaio alle ore 21, 15 la Compagnia KTM (KillTheMuseum) di Amelia metterà in scena lo spettacolo “Occhi. Frammenti da un Antigone”.

Testo e regia: Flavio Cipriani.

Aiuto regia: Cielo Passione Fabrizi

Attori: Aldo Manuali, Luisiana Pondi e Gaia De Lucia

Tecnici: Lauro Antoniucci, Cielo Pessione Fabrizi e Luisiana Pondi

Costumi: Isabella Sensini

La Compagnia KTM (KillTheMuseum)Aps è una compagnia teatrale con sede ad Amelia: aderisce all’UILT (Unione Italiana Libero Teatro) ed è attiva in Umbria ed a livello nazionale.

​Ne parliamo con il presidente Aldo Manuali, che è anche presidente di UILT Umbria.

“La nostra compagnia – afferma – si distingue per una visione del teatro definita “ad interazione sociale” e per il forte legame con la ricerca pedagogica ed antropologica.

La compagnia si occupa di un teatro che va oltre la semplice messa in scena, concentrandosi sulla funzione di benessere psicofisico e sulla creazione di “ambienti di possibilità” per l’invisibilità sociale. L’opera più rappresentativa dell’ultimo periodo è Occhi – Frammenti di un Antigone”, uno spettacolo che rielabora il mito classico in chiave contemporanea, focalizzandosi sul concetto di “sguardo”. Dopo un tour che ci ha portati in varie località italiane ed europee, sabato 24 gennaio saremo al Teatro dei Riuniti di Umbertide. Per me è un’emozione speciale: dopo oltre 30 anni torno da dove sono partito da adolescente, quando ho mosso i primi passi con l’Accademia dei Riuniti. È un tornare pieno di significati e ringrazio gli amici dell’Accademia ed in particolare Achille Junior Roselletti, che si innamorò tempo fa della messa in scena.

Presenteremo una riscrittura originale composta in concetti di teatro moderno post-drammatico. Per secoli il teatro si è nutrito di stessi miti, stessi eventi e stessi personaggi. Il fascino di un’opera nuova costruita su un tema antico, nello specifico un Antigone, sta nel rimpasto dell’archetipo e nei significati specifici che questo rimpasto ha portato. Oggi la riproposta di un testo desunto dalla tradizione culturale si carica di significati ancora maggiori. Antigone, condannata a vivere il resto della sua vita in una camera sotterranea scavata nella roccia (thumbos) per aver voluto dare sepoltura a suo fratello contro la volontà di Creonte, si dà la morte impiccandosi ad un lembo della sua veste. I suoi occhi, in quella camera buia, generano uno sguardo che rappresenta un’iper-vista. Non comprende solamente il vedere ma altro: memoria, emozioni e sentimenti. L’ultimo sguardo di Antigone, di questa donna prima femminista della storia, è la chiave di lettura dello spettacolo, Uno sguardo che a sua volta costruisce il nostro sguardo. Lacan ha parlato di “schisi tra occhio e sguardo”. Gli occhi come organo responsabile della visione, lo sguardo come un momento amplificato ancora più completo che implica ed organizza altri livelli oltre a quello organico riservato alla vista. Lo sguardo è anche visione e visioni. Nei nostri tempi difficili, approssimativi nel dedicare spazi a riflessioni ed attivazione di necessarie azioni, si è perduto il tempo dedicato allo sguardo. Molti l’hanno definito uno spettacolo ipnotico: non lo so, so solo che alla fine di ogni spettacolo la gente non esce da teatro e vuole rimanere a discutere di quello che ha visto ed ha sentito interiormente”.

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