Il giorno della memoria visto con gli occhi dei bambini. In biblioteca a Città di Castello percorsi di lettura specifici per le classi che sono venute in visita

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Il giorno della memoria visto con gli occhi dei bambini. In biblioteca percorsi di lettura specifici per le classi che sono venute in visita, scegliendo racconti a tema, in grado di coinvolgere i più piccoli e avvicinarli con la necessaria delicatezza a tematiche così drammatiche – La toccante “letterina di Lavinia”, una bambina di nove anni della scuola primaria di Niccone di Umbertide, dopo aver ascoltato la lettura di “La città che sussurrò”, di Jennifer Elvgren, un albo illustrato che racconta un episodio veramente accaduto durante la seconda guerra mondiale.  
Il giorno della memoria visto con gli occhi dei bambini. In biblioteca a Città di Castello, si è celebrato anche predisponendo percorsi di lettura specifici per le classi che sono venute in visita, scegliendo racconti a tema, in grado di coinvolgere i più piccoli e avvicinarli con la necessaria delicatezza a tematiche così drammatiche.  “In una di queste occasioni – spiegano l’assessore alla cultura Michela Botteghi e la responsabile della biblioteca “Craducci”, Patrizia Montani – abbiamo proposto la lettura ad alta voce di “La città che sussurrò”, di Jennifer Elvgren, un albo illustrato che racconta un episodio veramente accaduto durante la seconda guerra mondiale, in una cittadina sulla costa danese, i cui abitanti, tutti insieme, si mobilitarono per nascondere una famiglia di ebrei e aiutarli a fuggire in Svezia, dove avrebbero trovato la salvezza”.  Lavinia,
una bambina di nove anni della scuola primaria di Niccone di Umbertide in visita con la classe, evidentemente molto colpita dalla narrazione, ha voluto lasciare un suo sentito e commovente pensiero, da cui traspare tutta l’innocenza di uno sguardo bambino. Ecco il testo della letterina che fa bella mostra di sé sulla copertina del libro: “Io consiglio questo libro perché parla della guerra che in alcuni paesi è successa davvero e parla anche di persone che proteggevano gli ebrei”. “Il filo della memoria si dipana anche così – concludono Botteghi e Montani nel dichiarare di essere rimaste particolarmente colpite da quelle righe scritte in maniera spontanea dalla bambina che di fatto rappresentano il miglior modo per celebrare un giorno simbolo che ha segnato la storia. Nelle sale affrescate di Palazzo Vitelli a San Giacomo in Via XI Settembre accanto a saggi storici è possibile trovare biografie, ricostruzioni letterarie e anche Graphic novel, al fine di offrire a ciascuno la tipologia di libri più congeniale. Le proposte di lettura sono distribuite in vari ambienti della biblioteca e suddivise per fasce d’età: adulti, ragazzi e bambini e rappresentano solo in minima parte la ricca documentazione sulla storia dello sterminio degli ebrei facente parte della collezione della biblioteca e reperibili attraverso la ricerca in catalogo o rivolgendosi al personale del front office. Tutti i libri proposti sono naturalmente a disposizione degli utenti e delle classi in visita, per le quali sono previsti anche momenti di lettura ad alta voce, in modo che, nonostante siano sempre meno numerosi i testimoni diretti, si trasmetta e si mantenga vivo anche nelle nuove generazioni il ricordo di ciò che è stato. Fra le iniziative predisposte dall’amministrazione comunale che si aggiungono a quelle organizzate nelle scuole cittadine, una carrellata di foto e immagini simbolo sulle tracce delle testimonianze della seconda guerra mondiale custodite nel centro storico nell’atrio della residenza municipale di piazza Gabriotti grazie alle foto firmate da Enrico Milanesi relative al campo di concentramento di Auschwitz.  Alle ore 18 sempre nell’atrio di palazzo comunale in collaborazione con la sezione Anpi di Città di Castello un incontro con letture ed un minuto di silenzio in memoria delle vittime con interventi in musica della scuola comunale “Puccini” diretta dal maestro Fabio Battistelli. “Ad oltre ottant’anni dal 27 gennaio 1945, quando furono abbattuti i cancelli del campo di concentramento di Auschwitz e la tragedia della Shoah si mostrò al mondo, anche quest’anno abbiamo deciso di coinvolgere la comunità tifernate, attraverso iniziative ed eventi in grado di parlare a tutte le generazioni della necessità di non dimenticare, perché non si ripetano, gli errori che hanno portato a tragedie immani come la guerra e lo sterminio del popolo ebreo”, dichiarano il sindaco Luca Secondi e l’assessore alla cultura Michela Botteghi. “Avvertiamo il bisogno di dare il nostro contributo, oggi più che mai, per ricordare e farlo insieme. Dobbiamo fare di tutto e trasmettere alle giovani generazioni i sentimenti e valori affinchè non si perda, ma resti viva questa giornata simbolo e sia ogni giorno di monito”, sottolineano Secondi e Botteghi, che ringraziano “tutti coloro che si sono messi a disposizione, con generosità e voglia di fare, per partecipare alla celebrazione del Giorno della memoria”. CDCNOTIZIE/2026/01/27/COMUNINLINEA/57/GGAL

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