Salute mentale, successo a Città di Castello per il convegno sulla Legge Basaglia presso Il Circolo Tifernate Accademia degli Illuminati 

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Domenica 1 febbraio alle ore 16.00 presso Il Circolo Tifernate Accademia degli Illuminati  si è tenuto il secondo dei due convegni promossi dal Circolo Tifernate, inseriti nella IV edizione de Le Domeniche del Circolo e realizzati con il patrocinio della Regione Umbria e la collaborazione del Comune di Città di Castello. Per  la prima volta è stata attivata la collaborazione con l’Università degli Studi Link, a forte vocazione internazionale il cui obiettivo è fornire  agli studenti la preparazione e le competenze necessarie ad affrontare le sfide del mondo del lavoro.

I CONVEGNI in programma hanno affrontato tematiche di grande attualità, destinati ad un  pubblico di specialisti e non, pronti al confronto e all’approfondimento. Relatori di alto livello hanno offerto ai presenti  contributi a carattere accademico e spunti per la ricerca. 

Il secondo convegno in programma ha visto la collaborazione con  AMI Umbria e l’evento ha consentito di avere n. 2 crediti formativi in materia di diritto penale. 

Il tema trattato ha preso spunto dalla presentazione della monografia :

 “Dalla Legge Basaglia al Trattamento Sanitario Obbligatorio – Analisi critica”, Lefebvre Giuffrè, 2025  di Filippo Teglia. Tavola rotonda “47 anni dalla Legge Basaglia – Attuata?”

Ad aprire i lavori Catia Cecchetti,  curatrice dell’iniziativa che ha saluto il numeroso pubblico presente e ha ricordato la finalità dei  CONVEGNI  quella di promuovere il dialogo tra ricerca scientifica, istituzioni e cittadinanza sui grandi temi contemporanei. L’argomento  intende mettere a confronto il mondo socio-sanitario e quello giuridico-amministrativo nell’approfondimento di un tema così delicato come quello della salute mentale in merito alle riforme perpetratisi nel tempo fino alla Legge Basaglia 180/1978. Quest’ultima ha rivoluzionato la psichiatria italiana, abolendo i manicomi e istituendo l’assistenza territoriale; ridotte le contenzioni fisiche e farmacologiche puntando sulla dignità, la cura nel contesto sociale e il trattamento sanitario volontario. Una accurata riflessione sul TSO trattamento sanitario obbligatorio, procedura medica e amministrativa italiana (legge 833/1978). 

I saluti del Circolo sono stati affidati al Vice presidente Avv. Pietro Paolieri  che ha ricordato l’importanza dell’argomento trattato dal un punto di vista medico sanitario ma anche giudico amministrativo. In sala presente anche il Sindaco del Comune tifernate Luca Secondi e l’Assessore alle Politiche culturali Michela Botteghi.

Benedetta Calagreti, Assessore alle Politiche sociali del Comune di Città di Castello ha ringraziato per l’opportunità offerta: un focus sulla salute mentale è quanto meno importante per capire lo stato dei fatti nel territorio tifernate. Importante la presenza di  Letizia Michelini, Consigliere regionale, Presidente della seconda Commissione permanente dell’Assemblea legislativa dell’Umbria per uno sguardo di più ampio respiro nel panorama Umbro.

A moderare gli interventi l’Avv. Nada Lucaccioni, Presidente AMI Umbria con contributi di eccellenza nel mondo medico e giuridico. Il primo dei quali ha visto  Luca Natalicchi, Direttore dell’Area Nord del Dipartimento di Salute Mentale USL Umbria 1 tracciare il quadro dei centri territoriali in termini di utenza, assistenza ai familiari e reinserimento del malato nel tessuto sociale.

La parola poi a Daniele Cenci, Presidente di Sezione penale della Corte d’Appello di Firenze e autore della postfazione e naturalmente all’autore Filippo Teglia, avvocato penalista, cassazionista del Foro di Spoleto, giornalista pubblicista.

L’intervento di Daniele Cenci ha sottolineato il valore di questo studio, “il quale oltre ad una interessante premessa storica e a più richiami letterari, è idealmente suddiviso in due parti che corrispondono al prima e al dopo l’attuazione della legge Basaglia  13 maggio 1978 n. 18. Nella prima parte l’autore ricostruisce la penosissima situazione di coloro che erano ricoverati nei manicomi. Nella seconda parte pone l’attenzione, con esempi pratici tratti anche dalla sua esperienza professionale, sulla non completa attuazione, pur a distanza di tantissimi anni dalla approvazione, dei principi sul quali era fondata la legge Basaglia. (…) la chiave di lettura del libro sta nello scopo che l’autore, il quale ha grande consapevolezza della complessità e della delicatezza del lavoro dello psichiatra (Cap. IX) si prefigge sin dalla introduzione ossia “rimettere al centro della questione, come nella precedente monografia, l’individuo e le sue libertà e non la malattia e di conseguenza il farmaco” ammonendoci che “i matti” anzi gli “adorati matti” come li chiamava affettuosamente Mario Tobino, che per circa 42 anni fu direttore del manicomio di Lucca, “sono le ultime persone veramente libere”. E la tenerezza dell’approccio di Teglia ai problemi connessi alla salute  mentale  è testimoniata da due citazioni, una esplicita e una implicita ed entrambe assai efficaci. Nel capitolo I, del Vangelo di Matteo, 5,3: “Beati i poveri in spirito, perché di essi è il regno dei cieli”; e di Pino Daniele, nel riferimento, nel capitolo conclusivo, ai “matti che sono carta straccia gettata a terra in attesa che qualcuno la raccolga”, che echeggia la splendida “Napule è” dell’artista partenopeo: Napule è ‘na carta sporca. E nisciuno se n’importa. E ognuno aspetta ‘a ciorta”. Un testo stimolante, dunque diretto non soltanto ai giuristi e ai medici ma a chiunque abbia un approccio alla vita non “ingessato” e nutra curiosità di approfondire un tema, quello della follia, interdisciplinare, complesso e appassionante.”

Sulla scorta della precedente monografia di Filippo Teglia dal titolo “Medicina non convenzionale – tutela e criticità” (Alino Editore 2024) si è pervenuti alla necessità di scrivere sulle criticità della psichiatria nel XXI secolo a quasi 50 anni dalla promulgazione della legge Basaglia. Così ha aperto il suo intervento l’autore. “L’analisi dell’opera sul sistema psichiatrico è giuridicamente e umanamente feroce perché derivante dal flop della legge che tutela e cura i fragili solo con il farmaco e poco con la comunicazione specializzata con cicli di terapie psicoanalitiche che debbono essere svolti nella Sanità Pubblica”. L’excursus dell’opera tocca gli argomenti più sensibili in una monografia ibrida e di facile comprensione anche per i non addetti ai lavori, evidenziando le criticità di ogni comparto e fornendo soluzioni tecniche a partire dall’auspicata diversa regolamentazione del TSO, evidenziando ulteriormente l’inutilità delle linee guida in psichiatria che parlano di sintomi e rimedi e mai di cause che possono essere diverse da persona a persona o addirittura obsolete. E’ un’analisi tecnica basata su dati e saggi di specialisti del settore. E’ anche un grido di dolore degli avvocati soli nel gestire queste situazioni di chi è sull’orlo della follia.

Francesco Falcinelli, Vice Presidente della Camera penale di Perugia ha concluso i lavori sottolineando l’importanza di questa  tavola rotonda a più voci  nella quale si è discusso sul successo e sui  limiti della legge dello psichiatra veneziano, il reale sostegno e funzionamento dei centri territoriali o dipartimenti di Salute Mentale e il dialogo effettivo tra il comparto medico assistenziale e quello giudico amministrativo con particolare attenzione al malato e alle famiglie. Un quadro ulteriore è stato da lui offerto in tema di TSO. 

Molti gli interventi a cui i relatori hanno risposto concludendo con voce unanime sulla necessità di continuare con approfondimenti e appuntamenti come questo tanto necessari per un tema così complesso ed interdisciplinare come la salute mentale.

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