Il capogruppo e segretario comunale di Forza Italia accusa maggioranza e Regione: “Non è un fulmine a ciel sereno. Serve chiarezza su PNRR e scuola Dante Alighieri”
CITTÀ DI CASTELLO – Sul dimensionamento scolastico esplode la polemica politica. A intervenire con toni netti è Tommaso Campagni, capogruppo e segretario comunale di Forza Italia, che respinge le accuse rivolte al centrodestra e parla di “strumentalizzazione” da parte della maggioranza.
“Non è un fulmine a ciel sereno – afferma –. L’iter parte da indirizzi europei legati all’efficientamento, recepiti dai governi precedenti e conosciuti da Regione e Provincia”. Campagni ricorda come la delibera provinciale risalga a settembre 2025, quando l’ente era guidato dal centrosinistra. “La Giunta regionale ha prima tentato di escludere l’atto, poi lo ha sospeso. Da lì l’intervento del commissario ad acta che ha semplicemente portato avanti la pratica”.
Per l’esponente azzurro, il racconto di un governo nazionale “brutto e cattivo” sarebbe una narrazione utile alla campagna elettorale. “Se davvero si voleva evitare l’accorpamento, Provincia e Regione avevano strumenti e tempi per intervenire. Invece si è arrivati a gennaio con comunicati allarmistici e mozioni d’urgenza”.
Campagni sottolinea come, nei fatti, l’accorpamento riguardi soprattutto l’aspetto amministrativo e dirigenziale, senza incidere su personale e offerta formativa. “A Città di Castello la situazione è già particolare: la Dante Alighieri è a terra, diverse classi sono state ricollocate e alcune reggenze erano già in essere. Parlare oggi di emergenza è fuorviante”.
Il nodo centrale resta proprio la scuola Dante Alighieri, finanziata con fondi PNRR e con scadenza fissata a dicembre 2026. “Siamo già in proroga – evidenzia – e il mancato rispetto dei tempi può comportare sanzioni. Il PNRR è un debito: se non si rispettano gli impegni, il conto ricade sui cittadini”. Da qui la richiesta di monitoraggi costanti e comunicazioni puntuali in Consiglio comunale.
Non manca una riflessione sulla scelta di demolire l’edificio invece di procedere a una riqualificazione, come avvenuto per altri plessi cittadini. “Avere fondi non significa doverli usare a tutti i costi. Serve una visione organica e sostenibile”.
Infine, lo sguardo al bilancio comunale e alle partecipate: “Tra mutui, fideiussioni e investimenti, la prossima amministrazione si troverà una situazione complessa. Il centrodestra è unito e pronto a governare con responsabilità e trasparenza”.
La partita sul dimensionamento resta aperta, ma lo scontro politico è già entrato nel vivo.



