San Giustino, bocciata la mozione per intitolare una via a Norma Cossetto: opposizioni all’attacco

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Si accende il dibattito politico a San Giustino dopo la bocciatura, da parte della maggioranza consiliare di centrosinistra, della mozione che proponeva di intitolare una rotonda, un largo o una via di nuova istituzione a Norma Cossetto, giovane istriana uccisa nel 1943 e insignita nel 2005 della Medaglia d’Oro al Valor Civile dal Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi.

La proposta era stata presentata dai consiglieri di minoranza Luciana Veschi (Fratelli d’Italia), Corrado Belloni (Lega) e Giacomo Buitoni (San Giustino nel Cuore). Secondo i firmatari, l’intitolazione avrebbe rappresentato “un gesto di memoria condivisa e di rispetto verso una giovane donna vittima di una violenza brutale”, oltre che un segnale concreto nella difesa della dignità femminile.

Nel corso della discussione consiliare, il capogruppo della Lega Corrado Belloni aveva dichiarato la disponibilità a emendare il testo pur di favorire un’ampia convergenza, sottolineando la volontà di superare le divisioni politiche in nome di un principio ritenuto universale: la condanna di ogni forma di violenza contro le donne. Nonostante ciò, la maggioranza ha espresso voto contrario, determinando la bocciatura della mozione.

A favore hanno votato, oltre ai proponenti, anche il capogruppo di Communitas Fabio Buschi. Secondo le opposizioni, il voto rappresenta “un’occasione mancata per affermare un principio di memoria e pacificazione” e solleva interrogativi sulla coerenza tra le iniziative pubbliche contro la violenza di genere e le scelte compiute in sede istituzionale.

Le forze di minoranza parlano di una decisione “politica e ideologica”, sostenendo che la figura di Norma Cossetto, al di là delle letture storiche e delle appartenenze, dovrebbe essere ricordata come simbolo di una giovane donna vittima di violenza. “Non chiedevamo un atto divisivo – dichiarano – ma un riconoscimento umano e civile”.

Dal canto suo, la maggioranza non ha ritenuto opportuno sostenere la proposta, ritenendo evidentemente non condivisibile l’iniziativa nei termini presentati. La distanza tra le parti, emersa in aula, si è immediatamente tradotta in un duro confronto politico destinato a proseguire anche fuori dal Consiglio comunale.

Le opposizioni annunciano ora un’azione politica “ferma e determinata” per evidenziare quella che definiscono una contraddizione tra le dichiarazioni di principio e le scelte concrete dell’amministrazione. “Il rispetto per tutte le donne vittime di violenza non può essere selettivo”, affermano i consiglieri firmatari, ribadendo l’intenzione di continuare a promuovere iniziative sul tema della memoria e della tutela della dignità femminile.

La vicenda riapre così, anche a livello locale, un confronto più ampio sul valore della memoria storica e sul significato delle intitolazioni pubbliche, strumenti simbolici che spesso riflettono sensibilità culturali e orientamenti politici differenti.

Il dibattito resta aperto, mentre la comunità sangiustinese assiste a uno scontro che va oltre la singola intitolazione e tocca temi identitari, storici e valoriali destinati a far discutere ancora a lungo.

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