Incontro sull’autismo: “Fare rete per garantire diritti e inclusione

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“L’associazione “Il Mosaico 2.0” ha promosso un confronto con l’onorevole Davide Faraone sui disturbi dello spettro autistico. L’evento ha visto la partecipazione di istituzioni, scuola e famiglie, con l’obiettivo di migliorare la presa in carico e garantire diritti e inclusione.

Un confronto su inclusione, solidarietà e diritti.  Si è tenuto lunedì scorso presso la sala del Consiglio comunale, l’incontro promosso dall’associazione “Il Mosaico 2.0” con l’onorevoleDavide Faraone sul tema dei disturbi dello spettro autistico e delle difficoltà affrontate dalle famiglie. “Un’occasione di confronto – spiega Carlo Realipresidente del Mosaico – che abbiamo aperto al mondo della scuola (erano  presenti insegnanti e dirigenti degli istituti cittadini)  alle istituzioni, al terzo settore e soprattutto  alle famiglie proprio perché l’aumento costante delle diagnosi di autismo e le enormi  criticitàche quotidianamente affrontano genitori e caregiver, obbligano la politica ad una maggiore e più efficace presa in carico”.  L’onorevole Faraone nella sua veste di presidente della Fondazione Italiana per l’autismo ha presentato il libro “Con gli occhi di Sara” – edito da Rubettino- delicato, lucido e a commovente racconto della quotidianità  vissuta come padre di una ventitreenne affetta da una grave forma di autismo.  “Sono un genitore che, per molto tempo dalla diagnosi, tendevo a nascondere la mia paternità. Oggi, a distanza di anni e dopo i progressi e i sacrifici per restituire a Sara la dignità del vivere, mi rendo conto, con amarezza, che  la nostra società  continua  non  valutare il punto di vista di tutti quei  genitori   che vivono il paradosso  di affiancare l’emergenza e l’urgenza di consegnare i figli  in mani esperte (terapeuti, neuropsichiatri,  logopedisti)  con  una burocrazia macchinosa  che non ha ancora compreso come la tempestività dell’intervento  può fare la differenza.  Sempre più spesso i genitori vengono lasciati  nell’assoluto abbandono non solo a causa di diagnosi tardive,  ma anche per quanto riguarda la presa in carico e la socialità.  E proprio sulla socialità– ha insistito Faraone –  in quanto un figlio affetto da autismonon può essere confinato  solo ad una diagnosi,  sono convinto che  ci siano azioni necessarie da mettere in campo affinchè l’impianto legislativo italiano, uno dei più avanzati in tema di disabilità,  non rimanga solo una splendida dichiarazione di intenti”.  L’urgenza  di “fare rete è stato il  comune denominatore evocato dal terzo settore attraverso le parole di Moira Paggi coordinatriceregionale Anffas Umbria (associazione nazionale di famiglie e di persone con disabilità intellettiva e disturbi del neurosviluppo) e dal mondo della scuola. “Dobbiamo uscire dalla logica che la diagnosi determinerà la persona che il disabile diventerà in futuro – ha rimarcato Paggi  sottolineando che “a fronte di un impegno reale e ammirevole  della zona sociale 1 di cui il Comune fa parte,   vi è una grandissima carenza di neuropsichiatri edi figure specializzate”.  Per questo è importante farerete perché la valutazione  non può essere fatta solo su un piano sanitario e didattico, ma anche sulle relazioni”. “Di impegno costante per   riunire attorno  ad un tavolo  tutti  gli attori,  hanno poi relazionato  sia  l’assessorecomunale  Benedetta  Calagreti  che ha annunciato come “sabato prossimo partirà un tavolo di co-programmazione sui  disturbi del  neurosviluppo al quale parteciperà proprio il terzo settore con l’obiettivo di individuare e mettere in campo azioni comuni” che la consigliera regionale  Letizia Michelini   che ha ricordato  come la Regione  Umbria  “stia  portando avanti  un’indagine  approfondita sui disturbi  dello spettro autistico  con i presidenti della terza commissione all’interno di un  disegno di legge più ampio che  troverà spazio nel piano sanitario regionale”. Rete, supporto ma anche adeguate risorse come ha ben rimarcato Daniela Feligioni ex dirigente del Distretto Altotevere. “E’ fondamentale l’apporto delle associazioni, delle famiglie e del terzo settore, ma dobbiamo spiegare alla politica che queste patologie assieme alla cronicità, rappresentano il peso principale ed è nel territorio che vanno  indirizzate le risorse” . Dal mondo della scuola, con gli interventi dei dirigenti  Simone Casucci  e Marta Boriosi  è stato posto l’accento sulla necessità di  “creare una condizione reale di  presa in carico, attraverso visone  globale,  sistema di relazioni e spazi adeguati”.  La sinergia di intenti e la volontà di “proseguire lungo questo cammino attraverso ulteriori  momenti di confronto e  azioni concrete per sostenere le famiglie  e garantire loro  inclusione, diritti e rete – ha rimarcato Reali –  si è sostanziata con la firma  di un protocollo di intesa con Anffas a suggello di una  comune strategia  di intervento.  L’onorevole Faraone che da ieri è diventato socio emerito dell’associazione Il Mosaico 2.0, è stato omaggiato del catalogo sull’opera di  Alberto Burri  donato dalla Fondazione in occasione delle celebrazioni di Gibellina   quale  capitale dell’arte contemporanea per il 2026. Per l’associazione il Mosaico
Sandra Biscarini

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