Finto maresciallo chiede soldi per “salvare” il figlio: due arresti a Perugia

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I Carabinieri della Sezione Operativa della Compagnia di Perugia, con il supporto delle Stazioni di Perugia-Fortebraccio e Ponte San Giovanni, hanno arrestato in flagranza di reato un 35enne e una 47enne, entrambi di origini meridionali e già noti alle Forze dell’ordine – l’uomo con precedenti specifici – ritenuti responsabili di truffa aggravata in concorso ai danni di una pensionata 75enne del capoluogo.


L’operazione si inserisce nel contrasto a un fenomeno di crescente allarme sociale a livello nazionale, quello delle cosiddette “truffe del finto carabiniere”. Determinante è stata la tempestiva chiamata al Numero Unico di Emergenza 112 da parte del marito della vittima, 84 anni, che ha segnalato una telefonata sospetta in corso tra la moglie e un sedicente “maresciallo dei Carabinieri”.


L’interlocutore riferiva che il figlio della donna era rimasto coinvolto in un grave incidente stradale e che, per evitarne l’arresto, occorreva versare immediatamente denaro e consegnare gioielli.
L’operatore della Centrale Operativa ha rassicurato l’anziano, fornendo indicazioni su come proseguire la conversazione senza destare sospetti, mentre le pattuglie venivano inviate con urgenza presso l’abitazione.


I militari sono intervenuti nel giro di pochi minuti, bloccando il 35enne subito dopo aver ricevuto dalla vittima 200 euro in contanti. Contestualmente, al termine di un breve inseguimento, è stata fermata anche la complice che, accortasi dell’arrivo dei Carabinieri, tentava di allontanarsi a bordo dell’auto utilizzata per raggiungere il luogo.


Alla luce del quadro indiziario raccolto, i due sono stati arrestati e trattenuti nelle camere di sicurezza della Compagnia di Perugia. Il Giudice del Tribunale di Perugia, dopo la convalida dell’arresto, ha disposto per l’uomo gli arresti domiciliari con braccialetto elettronico e per la donna l’obbligo di dimora nel comune di residenza con presentazione alla polizia giudiziaria.


Il Comando Provinciale dei Carabinieri rinnova l’invito alla massima prudenza: nessun appartenente alle Forze dell’Ordine chiede denaro o gioielli per risolvere presunte vicende giudiziarie. In caso di telefonate sospette è fondamentale non fornire informazioni personali, non consegnare denaro o oggetti di valore e contattare immediatamente il 112.

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