AREZZO – Grande partecipazione e posti esauriti per la “Cena con tombola d’arte” organizzata dal Comitato “Vallmitjana e gli altri” e dal Circolo “L’Incontro” di Tregozzano, svoltasi sabato 21 febbraio 2026 nei locali della frazione a nord di Arezzo.
L’evento ha registrato il tutto esaurito sia per la cena conviviale sia per le tre tombole artistiche, che mettevano in palio opere di importanti maestri del passato e contemporanei.
L’iniziativa aveva uno scopo preciso: raccogliere fondi per i progetti del comitato, a partire dalla realizzazione di un omaggio al pittore, scultore, incisore e studioso catalano Abel Vallmitjana (1910–1974), sepolto nel vicino cimitero di Puglia insieme alla moglie venezuelana Clarisa Silva.
Durante la serata, il comitato presieduto da Gabriella Vagheggi – nato nel 2024 – ha illustrato le attività in corso per recuperare e valorizzare il periodo in cui Vallmitjana visse ad Arezzo tra la fine degli anni Cinquanta e i primi Settanta. Un’epoca in cui la città si aprì al dialogo internazionale grazie ai rapporti dello spagnolo con grandi protagonisti della cultura mondiale come Pablo Neruda, Gabriel García Márquez e Miguel Ángel Asturias.
Tra i progetti a breve termine figura un volume collettivo, in fase avanzata di elaborazione, che sarà stampato dalla Regione Toscana.
Particolarmente suggestiva la proiezione del filmato anni Sessanta “Una notte a Rio”, girato a Villa Guillichini di Tregozzano, allora dimora e atelier dell’artista: immagini di una festa ispirata al carnevale brasiliano, organizzata da Abel e Clarisa con amici aretini e ospiti internazionali.
A chiudere la serata, un omaggio per tutti i partecipanti: una cartella stampata in 200 esemplari numerati, realizzata da Digital Book di Città di Castello, contenente la riproduzione dell’opera “Nocturno (Esperia)” del 1961, delicato acquerello, carboncino e tempera su carta custodito nell’archivio dell’artista.
Una serata che ha unito convivialità, arte e memoria, confermando il forte interesse verso la figura di Vallmitjana e il patrimonio culturale che ha lasciato nel territorio aretino.









