Ha preso ufficialmente il via ieri, presso la scuola di Promano, il primo appuntamento di “Forma Urbis: la città che siamo”. L’iniziativa, promossa per il secondo anno consecutivo dalla libera associazione Architetti nell’Altotevere, ha coinvolto in questa prima tappa le classi IV delle scuole primarie di San Secondo e Promano.
Il progetto e gli obiettivi educativi
“Forma Urbis” rivolge lo sguardo al centro storico di Città di Castello, invitando i giovani studenti a scoprirne l’evoluzione urbana. L’obiettivo è rendere visibili quegli aspetti della crescita secolare della città che spesso sfuggono all’occhio distratto, imparando a distinguere le emergenze storico-architettoniche che resistono al tempo.
Il percorso educativo mira a trasmettere un concetto fondamentale: la città murata è un “organismo” vivo, fatto di storia, arte, architettura e paesaggio. Un tessuto capace di assorbire i cambiamenti dei secoli senza perdere la propria identità, assumendo un valore simbolico e sensoriale che i bambini sono chiamati a riscoprire.
Numeri e attività: dalla teoria alla “Caccia al Tesoro”
Il progetto vanta numeri importanti, coinvolgendo circa 250 bambini delle classi IV e V del Primo Circolo Didattico “San Filippo” e della Direzione Didattica Secondo Circolo “Pieve delle Rose”.
- Per le classi IV: sono previsti incontri in aula dedicati alla forma della città, al rapporto tra pieni (il costruito) e vuoti, e alla percezione dello spazio sociale. L’esperienza culminerà in una caccia al tesoro insolita, uno strumento ludico-didattico per decodificare il tessuto urbano e coltivare il senso della bellezza.
- Per le classi V: è previsto un laboratorio attivo, dove la percezione della città verrà interpretata e rielaborata secondo le singole sensibilità ed esperienze degli alunni.
Una cornice di prestigio nazionale
Quest’anno “Forma Urbis” amplia il suo raggio d’azione inserendosi nel prestigioso progetto nazionale “Abitare il Paese. La scuola oltre la scuola per la città della prossimità”. Giunta alla sua VIII edizione, l’iniziativa è promossa dal Consiglio Nazionale degli Architetti Pianificatori Conservatori (CNAPPC) e dall’Ordine degli Architetti di Perugia, confermando l’importanza del dialogo tra istituzioni, professionisti e mondo della scuola.



