Assisi, residenti del centro storico: “La città non può diventare uno spartitraffico per i santuari”

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Dopo un fine settimana caratterizzato da flussi record di pellegrini e visitatori, il Comitato dei Residenti del Centro Storico di Assisi torna a chiedere interventi concreti per migliorare la gestione della città e tutelare la qualità della vita degli abitanti.

A seguito degli incontri avvenuti al tavolo “Vivere il Centro” e del confronto con il comandante della Polizia Municipale Antonio Gentili, il Comitato sottolinea come le criticità emerse durante il weekend rendano necessario passare rapidamente dalle parole ai fatti e adottare una visione più equilibrata dello sviluppo della città.

Secondo i residenti, l’attuale situazione è aggravata dalla straordinaria pressione legata all’Ottocentenario francescano e all’Ostensione dei resti di San Francesco, eventi che hanno portato numeri molto elevati di pellegrini, con imbottigliamenti di pedoni e disagi nel centro storico.

«Apprezziamo gli sforzi fatti, come il reperimento di parcheggi sostitutivi in Piazza del Vescovado grazie all’intervento del sindaco Stoppini, ma non si può gestire la città solo come uno spartitraffico per i santuari», dichiarano i portavoce del Comitato. Il timore è che l’afflusso incontrollato di visitatori possa accelerare lo spopolamento del centro storico, fenomeno già in atto.

Nel confronto con la Polizia Municipale, i residenti hanno inoltre evidenziato la necessità di ricostruire un rapporto più diretto con i cittadini, chiedendo una presenza più capillare nel centro e controlli più incisivi contro sosta selvaggia e occupazioni irregolari di suolo pubblico, soprattutto nei momenti di maggiore affluenza.

Tra le proposte emerse durante il tavolo con l’Amministrazione c’è anche la richiesta di rafforzare i servizi per le famiglie, a partire dall’istituzione di una sezione “Primavera” nella scuola materna e dall’apertura di un asilo nido nel centro storico. Secondo il Comitato, il calo delle iscrizioni nelle scuole del centro dimostra che molte famiglie scelgono le frazioni proprio perché offrono servizi educativi più completi e continui.

«Il centro soffre, ma non morirà se i residenti continueranno a essere protagonisti della vita cittadina», affermano i rappresentanti del Comitato, nato nel 2025 e oggi composto da oltre 110 iscritti. Gli incontri pubblici del gruppo si svolgono con cadenza bisettimanale presso la Società Culturale Arnaldo Fortini.

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