Il Partito Democratico di Umbertide interviene nel dibattito sul referendum costituzionale del 22 e 23 marzo 2026 che chiamerà i cittadini a esprimersi sulla riforma della giustizia promossa dal Governo Meloni, nota come riforma Nordio sulla separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri.
In una nota, il PD locale sottolinea come il provvedimento sia stato approvato senza un vero confronto parlamentare e senza un adeguato ascolto di giuristi, operatori del settore e forze sociali. Secondo i democratici, il testo uscito dal Consiglio dei Ministri sarebbe rimasto invariato durante l’intero iter parlamentare, senza modifiche significative nelle quattro letture previste.
Proprio per questo motivo, già alla fine di gennaio, a Umbertide è stato costituito il “Comitato per il NO”, nato dalla collaborazione tra Partito Democratico, Corrente, AVS, Movimento 5 Stelle, CGIL, SPI e ANPI. Il comitato ha organizzato diverse iniziative sul territorio per informare i cittadini e sostenere il voto contrario alla riforma, tra cui volantinaggi e un incontro pubblico molto partecipato tenutosi il 12 marzo al salone d’onore del Centro socio-culturale San Francesco.
Nel merito, il PD sostiene che la riforma non affronti i principali problemi del sistema giudiziario italiano, come la lentezza dei processi, la carenza di personale, l’arretrato giudiziario e il sovraffollamento delle carceri. Critiche anche alla proposta di separazione delle carriere tra magistrati giudicanti e pubblici ministeri, che secondo i democratici sarebbe già sostanzialmente limitata dalla riforma Cartabia.
Tra i punti più contestati viene indicata anche l’ipotesi di introdurre il sorteggio per la scelta dei componenti del Consiglio Superiore della Magistratura, considerata dal PD una misura che rischierebbe di indebolire competenza e autorevolezza dell’organo di autogoverno della magistratura.
Secondo il Partito Democratico di Umbertide, la riforma rappresenterebbe quindi un intervento che modifica l’equilibrio tra i poteri dello Stato e potrebbe compromettere l’indipendenza della magistratura.
Per questo motivo il PD invita i cittadini a partecipare al voto del referendum e a esprimersi per il NO, sottolineando che “vince chi prende anche un solo voto in più” e che ogni singola preferenza può risultare decisiva.



