Città di Castello, ancora scontro sul dimensionamento scolastico: Marchetti (Lega) attacca la Regione

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Città di Castello, scontro sul dimensionamento scolastico: Marchetti attacca la Regione

Consiglio comunale aperto nel mirino del deputato della Lega: “Dibattito trasformato in propaganda, si faccia chiarezza sui fatti”

CITTÀ DI CASTELLO – Doveva essere un momento di confronto aperto e costruttivo sul tema del dimensionamento scolastico, ma si è trasformato in un terreno di scontro politico. È quanto sostiene l’onorevole Riccardo Augusto Marchetti, segretario della Lega Umbria, che interviene con toni duri dopo il Consiglio comunale aperto dedicato alla riorganizzazione della rete scolastica cittadina.

Nel mirino del parlamentare finisce in particolare l’assessore regionale all’istruzione, accusato di aver utilizzato l’assise per attacchi personali e per dichiarazioni “non rispondenti ai fatti”. Marchetti parla apertamente di “ennesima pessima figura” e denuncia un confronto che, a suo giudizio, avrebbe perso di vista il merito della questione, scivolando su un piano politico e polemico.

Il deputato leghista ribadisce quindi la natura del dimensionamento scolastico, definendolo un provvedimento previsto da norme nazionali e basato su parametri tecnici. “Non incide sulla didattica, sull’offerta formativa né sulla permanenza degli studenti nelle scuole – sottolinea – e non comporterà né la chiusura degli istituti né il licenziamento dei docenti”. Secondo Marchetti, il tema sarebbe stato invece strumentalizzato dalla sinistra per attaccare il Governo e il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara.

Nel suo intervento, l’esponente della Lega affronta anche il tema della ricostruzione della scuola media Dante Alighieri, indicata come priorità concreta per il territorio. Marchetti rivendica il lavoro svolto insieme al ministero per individuare una soluzione che consenta di sbloccare l’iter e riavere la struttura, contestando le ricostruzioni emerse durante il Consiglio comunale.

In particolare, respinge l’idea che sia stato il sindaco di Città di Castello a suggerire al ministro la strada da seguire, sostenendo invece che il percorso fosse già stato definito a livello governativo e comunicato pubblicamente prima di ogni interlocuzione istituzionale locale.

Da qui l’affondo politico finale: secondo Marchetti, il Consiglio aperto sarebbe stato utilizzato come “megafono di propaganda” da parte di Partito Democratico e Alleanza Verdi e Sinistra, con il coinvolgimento di alcuni consiglieri comunali. Una dinamica che, conclude, rappresenterebbe una mancanza di rispetto verso la comunità tifernate, che “meritava un confronto serio e basato sulla verità”.

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