Città di Castello riabbraccia il Chiostro di San Domenico: riapre un gioiello storico aperture straordinarie a ingresso libero domenica 22 e 29 marzo, dalle 15.00 alle 18.00

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Per permettere a tutti di riscoprire questo patrimonio, il Comune ha previsto aperture straordinarie a ingresso libero domenica 22 e 29 marzo, dalle 15.00 alle 18.00.

Città di Castello si riappropria di uno dei suoi luoghi più identitari: il Chiostro di San Domenico e l’ex Chiesa della Carità tornano finalmente alla comunità dopo un importante intervento di restauro e riqualificazione.

Un progetto da oltre 2,5 milioni di euro, finanziato in gran parte dal PNRR, che restituisce alla città un complesso architettonico di straordinario valore storico, artistico e culturale. “Un intervento simbolo del lavoro dell’amministrazione – ha dichiarato il sindaco Luca Secondi – finalizzato a riportare il patrimonio cittadino al suo splendore originario, ma soprattutto nelle mani dei tifernati”.

Il complesso, le cui origini risalgono al Medioevo e che fu ampliato nel XVII secolo dai Domenicani, torna oggi a vivere come spazio aperto alla cultura, alla socialità e alla fruizione pubblica, completamente accessibile e valorizzato anche sotto il profilo impiantistico e illuminotecnico.

Tra gli elementi più suggestivi spicca il ciclo delle 32 lunette affrescate dedicate alla Beata Margherita della Metola, realizzate da Giovan Battista Pacetti detto “lo Sguazzino” e da Salvi Castellucci, ora pienamente restaurate. Un vero e proprio racconto per immagini della storia e dei miracoli della santa, che accompagna i visitatori in un viaggio nella spiritualità e nell’arte del Seicento.

Di grande fascino anche l’ex Chiesa della Carità, con i suoi affreschi recuperati e una storia ancora ricca di mistero, forse legata ai Cavalieri Templari, capace di trasportare il visitatore in una dimensione unica.

Un intervento che non è solo recupero architettonico, ma una visione di città: valorizzare il patrimonio storico come motore di sviluppo culturale, sociale ed economico, restituendo alla comunità spazi vivi e condivisi.

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