AIAF ha organizzato un convegno sul tema, con la partecipazione di professionisti e la presentazione del Progetto Madre Segreta. L’evento ha affrontato la complessità del parto in anonimato, un tema che richiede rispetto e protezione per le donne che scelgono questa strada.
Il 26 marzo si è tenuto presso la Biblioteca di Città di Castello un convegno sul tema “Il parto in anonimato”, organizzato dall’AIAF con il patrocinio dell’Ordine degli Avvocati di Perugia, del Comune di Città di Castello e della USL Umbria 1.
Il convegno ha visto la partecipazione di vari professionisti che operano in materia e, dopo l’analisi della parte giuridica, ha visto la presentazione del Progetto Madre Segreta, che offre assistenza sanitaria e sostegno alle donne che decidono di partorire in anonimato, garantendo la massima riservatezza e protezione.
Il progetto “madre segreta” si colloca in un punto di equilibrio complesso, dove si incontrano diritti fondamentali, fragilità personali, tutela della vita e dignità della donna. Un tema che richiede, prima ancora che competenze tecniche, uno sguardo attento, rispettoso e privo di giudizio.
Il parto in anonimato non è soltanto una previsione normativa: è una scelta che racchiude storie, spesso silenziose, fatte di difficoltà, paura, ma anche di responsabilità e consapevolezza.
È uno spazio di protezione che lo Stato offre, e che interroga tutti noi — operatori del diritto, della sanità e del sociale — sul modo in cui accompagniamo e sosteniamo queste decisioni.



