Si rinnova nel segno della fede e dell’identità la secolare tradizione della processione del Cristo Morto, che nella serata di ieri ha attraversato le vie di Città di Castello regalando, ancora una volta, un momento di grande intensità e partecipazione.
Un rito antico, capace di unire storia e spiritualità, che anche quest’anno ha visto la comunità stringersi attorno ai propri simboli più profondi, con alcune novità particolarmente apprezzate.
Presente alla cerimonia con il gonfalone comunale, il sindaco Luca Secondi ha voluto ringraziare tutti i partecipanti, in particolare le Confraternite del Buon Consiglio e di Santo Spirito e la diocesi, sottolineando “il forte coinvolgimento di una comunità che continua a riconoscersi nei propri simboli identitari, capaci di attraversare i secoli e rendere la città ancora più affascinante per tifernati e visitatori”.
È nella notte del Venerdì Santo che la città si trasforma: luci soffuse, silenzio e devozione accompagnano un corteo che affonda le proprie radici nel Medioevo.
Protagoniste della processione sono le Confraternite del Buon Consiglio e di Santo Spirito, tra le più antiche realtà confraternali italiane, custodi di una memoria storica e spirituale tramandata nei secoli. Un patrimonio raccontato anche nel volume “Disciplinati per l’eternità” di Mario Lepri, testimonianza del ruolo svolto nel tempo da queste comunità silenziose e operose.
A rendere ancora più suggestiva l’edizione di quest’anno, il ritorno dei tamburini dei balestrieri tifernati, elemento che richiama antiche consuetudini e rafforza il legame tra fede, storia e identità cittadina.
Una tradizione che continua a rinnovarsi, mantenendo intatto il suo valore simbolico e collettivo.



