Come partecipare al bando di selezione per 2 volontari di Servizio Civile presso l’Associazione Pro-Anghiari

Data:

Il Comitato Regionale della Toscana dell’Unione Nazionale Proloco d’Italia ha emanato un bando di selezione per volontari di servizio civile per la valorizzazione del patrimonio storico, culturale e artistico. A livello regionale sono stati approvati e finanziati 7 progetti per un totale di 64 volontari su 39 sedi ed il bando rientra nel progetto della Regione Toscana “Giovanisì”.

Tra i progetti approvati figura anche “Tradizioni, Cultura e Segreti in Toscana”, in cui è presente l’Associazione Pro-Anghiari che potrà contare su un numero di due giovani volontari da impiegare nel progetto di Servizio Civile. 

 

Può far domanda chi alla data di presentazione della stessa 

– abbia un’età compresa fra i 18 e i 29 anni, 
– sia domiciliato in Toscana, 
– sia non occupato, disoccupato o inattivo, 
– sia in possesso di idoneità fisica,
– non abbia riportato condanna penale anche non definitiva. 

Tali requisiti devono essere mantenuti fino al termine del servizio civile.

 

Non può presentare domanda chi:

– già presta o abbia svolto attività di servizio civile nazionale o regionale in Toscana o in altra regione in qualità di volontario, ovvero che abbia interrotto il servizio prima della scadenza prevista, ad eccezione di coloro che hanno cessato il servizio per malattia,
– abbia avuto nell’ultimo anno e per almeno sei mesi con l’ente che realizza il progetto rapporti di lavoro o di collaborazione retribuita a qualunque titolo.

 

La domanda di partecipazione può essere presentata esclusivamente online, accedendo al sito https://servizi.toscana.it/sis/DASC/#/ e seguendo le apposite istruzioni. È comunque consigliato di recarsi presso la sededell’Associazione Pro-Anghiari per ulteriori chiarimenti e per eventuale supporto.

 

È possibile presentare la domanda tramite carta sanitaria elettronica (CNS) rilasciata da Regione Toscana o accedendo direttamente al link sopra indicato e compilando l’apposita richiesta per ricevere l’abilitazione alla compilazione della domanda. Prima dell’invio della domanda deve essere allegato il curriculum vitae.

Una volta inviata la domanda, il candidato riceverà all’indirizzo di posta elettronica comunicato nella domanda una email di conferma di avvenuto invio della domanda e conseguente ricezione della stessa da parte dell’ente titolare del progetto prescelto. L’eventuale esclusione è comunicata direttamente dall’ente al giovane interessato.

La scadenza per la presentazione della domanda è il 07/06/2019 ore 14.00.

 

I 2 giovani che prenderanno servizio affiancheranno l’Associazione Pro-Anghiari nell’informazione turistica, nella promozione del territorio e nelle attività che la Proloco porta avanti, ricevendo un contributo mensile di 433,80 euro per una durata di 12 mesi.

Commenti

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here

Share post:

spot_imgspot_img

Popular

More like this
Related

Città di Castello, nasce il museo del tartufo: 200 pezzi per raccontare la storia dei “cavatori”

Saverio Bianconi, 72 anni, ha raccolto vanghini, bilance, libri antichi e curiosità legate alla cerca. Alcuni reperti saranno esposti al Salone Nazionale del Tartufo Bianco Pregiato CITTÀ DI CASTELLO – C'è il primo vanghino con cui ha iniziato a cercare tartufi, quando ancora la ricerca si poteva fare anche con il maiale. Ci sono vecchie bilance, bisacce, attrezzi ormai introvabili, libri ingialliti e persino oggetti recuperati casualmente nei boschi. Tutto raccolto in una stanza che, con il tempo, è diventata qualcosa di più di una semplice collezione privata: un piccolo museo dedicato al mondo del tartufo e alla storia dei suoi cavatori. A metterlo insieme è stato Saverio Bianconi, 72 anni, una vita legata al prezioso tubero e alla cultura della cerca. A Città di Castello, territorio dove la tradizione del tartufo è profondamente radicata, Bianconi ha trasformato una passione in uno spazio capace di raccontare un mestiere, le sue tecniche e soprattutto le tante storie che gli ruotano attorno. Sono oltre 200 i pezzi raccolti nella sala della sua residenza e del laboratorio. Un percorso didattico nel quale trovano posto le diverse varietà di tartufo, le informazioni sui territori di crescita e gli strumenti utilizzati dai cavatori nel corso degli anni. Il museo è nato quasi per caso. Tutto è partito dal ritrovamento di una pagina dedicata al tartufo all'interno di un erbario cinquecentesco del Mattioli. Da quel momento l'idea ha iniziato a prendere forma e quella che era una piccola stanza dell'azienda si è progressivamente riempita di oggetti, testi e testimonianze. «C'è il mio primo vanghino – racconta Bianconi con orgoglio – quando ho iniziato e la ricerca si poteva fare sia con il cane che con il maiale». Tra gli oggetti più curiosi c'è anche quella che Bianconi considera una vera e propria affettatrice da primato, acquistata anni fa in un mercatino a Sansepolcro. E poi i ritrovamenti più insoliti: un tartufo cresciuto dentro una chiocciolina, un altro sviluppatosi all'interno di un ramo secco e persino un paio di occhialini riemersi dal terreno durante uno scavo nella zona di Lama, dove nel 1944 era precipitato un aereo tedesco. Non mancano i documenti. Tra i testi custoditi nella collezione c'è anche la prima monografia sul tartufo di Vittadini. Pagine che raccontano quanto sia lunga la storia del rapporto tra l'uomo e questo particolare frutto del bosco. Il piccolo museo nasce quindi anche con l'idea di conservare una memoria che rischierebbe altrimenti di andare perduta. La “cerca e cavatura del tartufo” è diventata patrimonio culturale immateriale dell'umanità dell'Unesco e rappresenta ancora oggi, nell'Alto Tevere, una tradizione vissuta da centinaia di persone. «Ora che sono in pensione, mi dichiaro un pensionato del tartufo – dice Bianconi – e sto riguardando quello che è dentro questo ambiente. Ogni giorno riaffiorano ricordi indelebili legati a questo mondo». Una parte di questa raccolta uscirà ora dalla stanza che l'ha custodita per anni. Alcuni dei pezzi saranno infatti protagonisti della 46ª edizione del Salone Nazionale del Tartufo Bianco Pregiato, in programma a Città di Castello il 31 ottobre e 1° novembre, 7-8 novembre e 14-15 novembre. L'inaugurazione è prevista sabato 31 ottobre alle 16.30, con la presenza del sindaco di Alba Alberto Gatto. Un incontro pensato anche per rafforzare il rapporto tra l'Alta Valle del Tevere e il Piemonte, due territori accomunati dalla cultura della...

“Perché la gente non va più a votare?” 

A Perugia un confronto sull’astensionismo e sulla crisi della...

Madonna del Latte, il settore giovanile torna a regime: Lorenzo Angelini è il nuovo responsabile

Quattro squadre e il ritorno della Juniores dopo dieci...

Castello Bufalini apre in notturna: sabato visita speciale tra giardini e sale della torre

Apertura straordinaria dalle 18 alle 22 in occasione della...