Umbria mobilità: il comitato pendolari Altotevere esprime preoccupazione per i ventilati tagli alle corse

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Le vicende della mobilità in Umbria assomigliano a una doccia scozzese, dove docce gelate si alternano puntualmente a quelle tiepide. Viaggiatori e lavoratori non hanno fatto in tempo a digerire gli ottimistici proclami dell’assessore regionale ai trasporti Chianella, secondo il quale attraverso l’acquisizione dell’infrastruttura ferroviaria umbra da parte di RFI Spa è stato “messo in sicurezza un servizio essenziale per la nostra regione”, che già si addensano nubi minacciose sul nostro sistema trasportistico che, a ben vedere, vive una situazione tutt’altro che paradisiaca. I vertici di Busitalia hanno, infatti, annunciato tagli draconiani alle corse, comprese quelle sostitutive delle tratte ferroviarie interessate dai lavori, con ricadute pesanti sulla mobilità dei lavoratori pendolari e degli studenti. La sforbiciata, giustificata da presunti motivi economici e adottata senza minimamente coinvolgere sindacati ed associazioni, prenderà il via già dai prossimi giorni e costituirà l’ennesimo disincentivo all’utilizzo del mezzo pubblico, in controtendenza a tutte le altre regioni d’Italia e d’Europa dove si fa di tutto per rendere il trasporto pubblico appetibile ai potenziali utenti.
Il Comitato Pendolari Altotevere chiede che vengano convocati intorno ad un tavolo tutti i soggetti che, a vario titolo, sono interessate alle vicende del trasporto umbro: sindacati dei lavoratori, rappresentanti delle istituzioni locali, comitati dei pendolari e degli studenti, affinché decisioni importanti e produttive di conseguenze sulla qualità della vita dei cittadini non vengano adottate di nascosto e nelle segrete stanze ma siano il frutto di un confronto costruttivo. E si augura che anche gli altri comitati spontanei, nati negli ultimi tempi come funghi, non guardino soltanto al proprio orticello di casa ma, alzando lo sguardo, si facciano carico dei problemi degli utenti di tutta la nostra regione, perché le strade ferrate non collegano solo le località dell’Altotevere ma toccano tutte le maggiori città umbre e vogliamo che continuino a farlo, nella massima efficienza.
A queste strategie miopi ed incomprensibili, ascrivibili a poco lungimiranti piani industriali, si aggiungono i soliti piccoli episodi di sciatteria e disorganizzazione, ai quali siamo purtroppo abituati, che potrebbero essere facilmente affrontati e risolti col minimo sforzo: ne è esempio l’annosa questione del servizio biglietteria alla stazione di Città di Castello, uno sportello che inspiegabilmente è chiuso di pomeriggio nonostante da tempo il nostro Comitato e tanti viaggiatori ne abbiano chiesto l’apertura pomeridiana, almeno per alcune ore. Possibile che non si riesca ad ottenere neppure questo banalissimo risultato?

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