Andrea Vezzini, lettera aperta al Commissario del PD umbro Walter Verini

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Caro Walter,

dato che da tempo non faccio più parte degli organismi di direzione regionale, ho deciso di utilizzare questa forma per farti arrivare queste mie semplici  e forse banali  considerazioni in merito al prossimo appuntamento elettorale regionale. So bene che alcuni aspetti andrebbero meglio definiti ma, come ben sai, lo spazio dei comunicati stampa è tiranno, per cui sarò breve: due ipotesi.

Prima ipotesi: dato che tutti danno oramai per impossibile la riconquista della Regione, proporrei di sfruttare tale occasione almeno per un investimento su una futura classe dirigente regionale. Visto che, per usare un eufemismo, l’attuale si è di molto squalificata (non sto qui a ricordare i tristi eventi degli ultimi tempi fra indagini e arresti), propongo che tu convochi tutti i nostri segretari e i sindaci di centrosinistra – i capigruppo dove siamo all’opposizione – e li coinvolga nella proposta che segue. Dato che la lista per le regionali prevede 20 candidati, si divida l’Umbria in 10 zone (più o meno equivalenti per numero di abitanti) e in ciascuna di esse, in loco e senza le solite “interferenze, si selezionino due candidati (un uomo e una donna); due persone rappresentative del territorio, non importa l’età, sulle quali poter investire, come dicevo sopra, anche per il futuro. Si può pensare che possa essere scelto anche qualcuno degli attuali consiglieri regionali al primo mandato. Fra queste si vada quindi alla scelta di quella più rappresentativa, a livello regionale, quale candidato presidente e si reintegri con altro candidato la lista dei consiglieri.

Dovremmo tutti impegnarci seriamente in questa prospettiva e, per favore, non incominciamo con la solita tiritera del programma; non ci prendiamo in giro! Ammettiamo che qualcuno abbia qualche brillante idea in merito (ne dubito), dopo aver governato l’Umbria per cinquant’anni (ISTAT: Umbria, uno dei peggiori PIL d’Italia!), ci diranno: “ma non potevate pensarci prima? Dove eravate? A cosa pensavate? A spartirvi le nomine? E ci pensate ora che avete paura di andare all’opposizione? Ma bravi!”. Per cui, impegniamoci soprattutto nel cercare candidati credibili, perché
è la
 credibilità che abbiamo perso… e se proprio non ce la fate, uno straccio di programma ve lo facciamo noi a San Giustino in tre giorni.

Seconda ipotesi: l’Umbria è ancora contendibile per il Centrosinistra. E allora quale altra proposta, per provare a giocarsela, se non quella sopra illustrata?! Voglio sperare che qualcuno dei soliti noti non pensi di riproporre personaggi di stagioni passate, magari degni di tutto rispetto ma, visto i tempi che corrono, una scelta che equivarrebbe a una probabileeutanasia; o magari si proponga di ricandidare consiglieri al terzo mandato!

Ho finito. Come vedi, cose semplici, niente di speciale. Del resto, anni addietro definisti naïve un mio intervento in Direzione Regionale, sempre in merito a elezioni: quelle erano elezioni politiche ma insomma…

Se i cittadini dell’Umbria hanno perso fiducia nelle istituzioni, da noi amministrate per svariati decenni, forse qualche ragione ce la possono avere, no? Colpa nostra. Ma attenzione, domani potremmo avere una colpa ancora più grave: quella di non aver fatto – per egoismi personali – tutto il possibile per impedire diconsegnare l’Umbria nelle mani della peggiore Destra del dopoguerra.

Buon lavoro e saluti

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