“La ragazza con le trecce” il libro di Augusta Malfassi , verrà presentato nel Teatro del Convitto Regina Elena sabato 19 ottobre 2019.

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“La ragazza con le trecce” il libro di Augusta Malfassi che ha iniziato il suo cammino con presentazioni nel territorio di Crema, arriva finalmente a Sansepolcro (Ar) e viene presentato nel Teatro del Convitto Regina Elena alle ore 16,00 di Sabato 19 ottobre 2019. Classe 1946, originaria di Torlino Vimercati e residente a Crema, essendo figlia di dipendente di Enti locali ha vissuto nel Collegio Regina Elena di Sansepolcro gli anni dal 1957 al 1961. L’autrice avrà accanto a se nel corso della presentazione Roberto Cova autore della postfazione, Riccardo Fabbri Direttore responsabile del Convitto Regina Elena INPS e Anna Blasi in veste di lettrice di alcuni brani. Annunciata anche la presenza di Gabriele Marconcini Assessore alla Cultura del Comune di Sansepolcro.
Coordinatore e presentatore dell’evento sarà Michele Foni.
<<Sono emozionata: è tanto che i miei genitori dicono che sarebbe una cosa bellissima poter studiare in Toscana. Papà ha presentato domanda per una borsa di studio dell’INADEL, riservata ai figli dei dipendenti degli Enti locali ed ora possiamo vedere se sono stata scelta. – si legge nel libro della Malfassi – Papà apre la busta gialla, legge e annuncia trionfante: “Hai passato la selezione, andrai in collegio a Sansepolcro, in provincia di Arezzo.” Non ricordo se in quel momento ero felice per questa nuova avventura o spaventata di dover lasciare la casa, la famiglia e le amiche per andare a Sansepolcro che sapevo in Toscana ma, per me, era al di là dell’orizzonte conosciuto>>.
Previsti per sabato 19 ottobre, alla presentazione del volume, i ritorni di tante compagne di quella esperienza formativa toscana che, si evince fin dalle prime righe del testo, rappresentò per lei e per le tante ragazze che le furono accanto, l’opportunità di crescita culturale alla base della loro stessa esistenza.
“Il volume racconta il sapore buono della cioccolata della domenica mattina in refettorio, il gusto dei biscotti Nipiol appena sfornati, assaggiati durante una visita alla celebre azienda Buitoni e l’elegante modo di applaudire che doveva fare apparire le mani delle ragazze, di guanti bianchi vestite, come un battito d’ali di farfalle. Ma non c’è solo Sansepolcro in queste pagine, ci sono anche Torlino Vimercati, luogo di nascita dell’autrice, e tutte le altre città che lei ha conosciuto in quegli anni, come Torino visitata durante il viaggio premio di Italia ’61 riservato agli studenti che avevano saputo distinguersi per la qualità dei loro svolgimenti sul tema della prevenzione antitubercolare. – scrive Michele Foni nella prefazione del volume – Augusta ci porta indietro nel tempo ad analizzare le pieghe di un sistema educativo rigoroso e puntuale che ha formato intere generazioni di tutta Italia e che, in una certa misura, varrebbe la pena di essere ripreso in considerazione. Lei accettò in maniera incondizionata quel sistema, consapevole di crescere, affidandosi con fiducia alla fede e al solco che le era stato indicato prima dalla famiglia e poi dagli educatori”.
La presentazione che farà versare molte lacrime e risveglierà molti ricordi, aveva avuto un precedente quando nei giorni 23, 24 e 25 Ottobre 2017, le stesse collegiali che dal ‘57 al ‘61 avevano vissuto al Regina Elena, si erano ritrovate 56 anni dopo il loro ultimo giorno di permanenza. L’idea di quel raduno era venuta proprio ad Augusta Malfassi che aveva vissuto in collegio esempi di grande amicizia e dolcezza che si potrebbero definire, per la sobrietà e il sistema educativo dell’epoca, assolutamente inaspettati e impensabili.
<<Quella mia prima domenica pomeriggio nella sala di ricreazione, mentre guardo il paesaggio dalla finestra, mi si avvicina una compagna di squadra. Si chiama Clara Jannone, ha la mia stessa età e vive a Vastogirardi, in provincia di Campobasso con i suoi genitori. Si presenta comunicandomi anche il suo numero di matricola, l’84, e per rompere il ghiaccio mi parla del suo arrivo in convitto: dopo la visita medica, in infermeria le hanno tagliato i capelli. – scrive la Malfassi – Le si riempiono gli occhi di lacrime mentre lo ricorda: per lei è stata un’esperienza traumatica. Poi alla sera in refettorio ha pianto perché obbligata a mangiare una zuppa di cipolle che proprio non le piaceva. È passata una settimana dal suo arrivo e sorridendo mi dice che si è già ambienta: fra una settimana anche per me tutto sarà più facile>>
Un salto indietro nel tempo torna ad analizzare le pieghe di un sistema educativo rigoroso e puntuale che ha formato generazioni di ragazze di tutta Italia che si ricordano con affetto della amata Sansepolcro in cui anno trascorso alcuni dei migliori anni della loro vita.

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