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Problematiche occupazionali che investono il settore della tabacchicoltura nell’alta valle del tevere: mozione del capogruppo Pd, Gionata Gatticchi. “Premesso che: • La filiera tabacchicola rappresenta uno storico settore di sviluppo economico dell’Alto Tevere contando un’incidenza occupazionale di circa 2.500 unità; • La recente evoluzione della contrattazione commerciale tra la multinazionale JTI e le aziende che operano nel territorio, mette pesantemente in discussione le prospettive di una filiera che nella nostra vallata conta circa 2.500 addetti; • La qualità della coltura, la salvaguardia della dignità del lavoro, così come i temi ambientali, si scontrano, di fatto, con l’unico obiettivo che la multinazionale persegue, ossia il mero guadagno, lasciando lettera morta i principi costituzionali di utilità sociale, sicurezza, libertà e dignità umana, dettati in materia di iniziativa economica privata; Rilevato che: • la multinazionale JTI ha sottoscritto un contratto di trasformazione con un altro soggetto economico, intendendo spostare, dalla prossima campagna produttiva, la lavorazione del tabacco greggio presso lo stabilimento di Bastia Umbra, gettando un’ombra pesante sul futuro occupazionale sia delle circa 300 lavoratrici e lavoratori che sono impiegati tra campo e sito di trasformazione “TTI”, sia dell’intera filiera la quale entrerebbe in crisi nel suo complesso; • La perdita di questa commessa mette dunque a rischio una filiera importante da un punto di vista occupazionale, che ha creato nel tempo una forte azione sinergica tra il lavoro sul campo e il lavoro interno ai capannoni, tale da assicurare una continuità occupazionale in un ampio arco temporale; • Infatti, la cooperativa agricola di trasformazione ha garantito ai lavoratori, con il contributo anche di una importante percentuale di manodopera femminile, di lavorare da novembre a giugno in stabilimento e da giugno ad ottobre in campagna o presso i centri di cura, con la garanzia, così, di poter percepire uno stipendio tutto l’anno, utile per alla sopravvivenza e la dignità loro e delle loro famiglie; • Il venir meno del processo di trasformazione nel nostro territorio comporterà una destabilizzazione di tutta l’organizzazione, venendo a mancare oltre 60.000 giornate di lavoro; Considerato che: • Tutti i lavoratori della filiera Tabacchicola nell’Alto Tevere, si sono sempre distinti per le loro capacità professionali, raggiungendo altissimi livelli di sostenibilità ambientale e sociale; 2 • Diviene dunque necessario capire come verrà affrontata la prossima campagna di semina e quali prospettive occupazionali verranno assicurate alle maestranze le quali, senza questo lavoro, sarebbero condannate ad una condizione di disoccupazione insostenibile per loro e le loro famiglie; • A tal fine, è necessario promuovere una serie di incontri in cui, a partire dai sindaci del territorio unitamente alle istituzioni regionali e nazionali coinvolte, capire come affrontare la questione, all’interno di un’ampia cabina di regia, istituita ad hoc per non giungere ad un epilogo preoccupante per tutto l’Alto Tevere; • Le istituzioni locali dovranno essere in prima linea al fianco dei lavoratori e delle aziende per difendere la dignità e il futuro delle nostre comunità, coinvolgendo il governo nazionale affinché tuteli gli investimenti delle aziende e la condizione delle famiglie dei lavoratori, prevedendo anche i finanziamenti indispensabili alla tenuta economica del territorio; • La filiera tabacchicola dell’Alta Valle del Tevere deve poter contare sulla certezza dei prezzi che verranno riconosciuti ai produttori e sul mantenimento dei livelli occupazionali, a garanzia del futuro di un comparto storicamente fondamentale per l’economia del territorio; • È venuto il momento che gli esponenti politici regionali e nazionali, che nei mesi scorsi sono venuti proprio nello stabilimento di Città di Castello a rivendicare l’impegno a tutela del comparto, diano seguito alle promesse con atti concreti a difesa della tabacchicoltura altotiberina, di cui finora non si è vista traccia”. Tutto ciò premesso, rilevato e considerato – precisa Gionata Gatticchi nella mozione presentata – il consiglio comunale impegna il sindaco e la giunta, “Ad intraprendere ogni percorso utile per garantire stabilità e sicurezza lavorativa ai lavoratori della filiera tabacchicola dell’Alta Valle del Tevere coinvolti nella vicenda, facendosi all’uopo promotori di reti sinergiche tra istituzioni, produttori e rappresentanti dei lavoratori; A promuovere un confronto istituzionale con l’ente regionale, il governo nazionale e la multinazionale, coinvolgendo anche i parlamentari del territorio, i produttori ed i rappresentanti dei lavoratori, per ribadire la necessità che la filiera tabacchicola dell’Alta Valle del Tevere possa contare sulla certezza dei prezzi che verranno riconosciuti ai produttori e sul mantenimento dei livelli occupazionali, a garanzia del futuro di un comparto storicamente fondamentale per l’economia del territorio”.

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