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Cgil, Cisl e Uil dell’Alto Tevere esprimono cordoglio per la scomparsa del commendatore Gasperini, “un imprenditore – dicono – con cui ci siamo confrontati sempre nel reciproco rispetto, anche durante lo scontro sull’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori, quando era presidente delle federazione degli industriali dell’Alto Tevere”.


“Lo scatolificio Gasperini – scrivono in una nota i tre responsabili territoriali, Fabrizio Fratini (Cgil), Antonello Paccavia (Cisl) e Sandro Belletti (Uil) – ha rappresentato nella sua lunga storia un insediamento produttivo molto rilevante per l’economia del territorio (e non solo), ed è stata una palestra per delegati e dirigenti sindacali a partire dalla stagione dell’autunno caldo, anche dal punto di vista della contrattazione aziendale sindacale, che ha visto accordi, mobilitazioni e alta adesione agli scioperi per il rinnovo del contratto nazionale di categoria. Così come è stato decisivo per la nascita della Cartotecnica Tifernate”.


“Gasperini – proseguono i rappresentanti sindacali – ha avuto un forte legame e radicamento al territorio tifernate, rivestendo numerosi e importanti incarichi pubblici, e come Presidente Avis (attualmente Presidente Onorario) ha sempre coinvolto e invitato Cgil, Cisl, Uil. Un personaggio che appartiene alla storia di Città di Castello e rappresenta per il sindacato una controparte reale e legata al territorio, mentre oggi spesso il confronto sindacale avviene con proprietà fantomatiche (fondi azionari), fantasma (le famose scatole cinesi), e talvolta “prepotenti” (multinazionali).

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