Incontri sul territorio Communitas San Giustino: ieri la prima assemblea a Pitigliano

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Communitas ha iniziato ieri sera, 16 aprile, da Pitigliano la serie di incontri con la popolazione del territorio sangiustinese, inaugurando così una fase di ascolto che si protrarrà sino alla fine del mese di maggio. Una fase molto importante e delicata, di ascolto e di approfondimento, che fa toccare con mano reali necessità, siano esse grandi o piccole, che sono lo specchio di frazioni, di zone limitrofe e di aree piu’ centrali, ma che rivestono tutte pari importanza. Gli abitanti del piccolo borgo hanno infatti esposto e dibattito a lungo sulle diverse criticità che riscontrano quotidianamente e che sono fortemente sentite; da tempo sono state
lasciate disattese e ora si manifestano nella loro urgenza. C’è preoccupazione anche per quanto riguarda la totale mancanza di chiarezza in merito al tracciato della E78, visto che il territorio di Pitigliano pare ne sia interessato.

I residenti infatti ritengono che l’arteria sia assolutamente necessaria per lo sviluppo di un intero territorio, purchè il suo passaggio avvenga nei pressi della piastra logistica. Una soluzione logica dal punto di vista sia dell’impatto ambientale, sia poiché propedeutica e funzionale allo sviluppo economico del territorio. Forte preoccupazione anche per quanto riguarda la sicurezza delle strade del Comune. “Prendiamo atto di quanto emerso nella riunione di questa sera”, queste le parole di Buschi e Vitali “per noi quello che conta sono i fatti. I problemi sono tanti, alcuni li conosciamo, altri sono tema di approfondimento, ma siamo sinceri, non vogliamo promettere ciò che non potremmo mai mantenere. La Giunta uscente ha messo in cantiere investimenti importanti, alcuni dei quali non ci sentiamo di condividere e che incideranno pesantemente sui bilanci dei prossimi anni.

Si tratta di mutui che dovremo pagare ed impegni che dovremo onorare. Qualora i nostri concittadini ci daranno la possibilità di governare il Comune, preso atto, in modo chiaro, di quello ci troveremo ad affrontare e degli investimenti che potremo sostenere, porteremo avanti quelle che, ad oggi, consideriamo le necessità impellenti: piano asfalti quinquennale e messa in sicurezza delle nostre strade, pianta organica amministrativa, che deve essere implementata con l’inserimento di figure in ruoli apicali, piano regolatore, manutenzione aree e parchi pubblici. Dopodiche, attraverso un serrato confronto con gli uffici preposti, e con la partecipazione a bandi regionali ed europei”, concludono Buschi e Vitali “proveremo a soddisfare anche le problematiche che stanno emergendo in questa delicata fase di confronto con i nostri concittadini. Communitas è una lista civica che non deve rendere conto ad alcuna forza politica, ma solo ai cittadini e alle loro necessità”.

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Saverio Bianconi, 72 anni, ha raccolto vanghini, bilance, libri antichi e curiosità legate alla cerca. Alcuni reperti saranno esposti al Salone Nazionale del Tartufo Bianco Pregiato CITTÀ DI CASTELLO – C'è il primo vanghino con cui ha iniziato a cercare tartufi, quando ancora la ricerca si poteva fare anche con il maiale. Ci sono vecchie bilance, bisacce, attrezzi ormai introvabili, libri ingialliti e persino oggetti recuperati casualmente nei boschi. Tutto raccolto in una stanza che, con il tempo, è diventata qualcosa di più di una semplice collezione privata: un piccolo museo dedicato al mondo del tartufo e alla storia dei suoi cavatori. A metterlo insieme è stato Saverio Bianconi, 72 anni, una vita legata al prezioso tubero e alla cultura della cerca. A Città di Castello, territorio dove la tradizione del tartufo è profondamente radicata, Bianconi ha trasformato una passione in uno spazio capace di raccontare un mestiere, le sue tecniche e soprattutto le tante storie che gli ruotano attorno. Sono oltre 200 i pezzi raccolti nella sala della sua residenza e del laboratorio. Un percorso didattico nel quale trovano posto le diverse varietà di tartufo, le informazioni sui territori di crescita e gli strumenti utilizzati dai cavatori nel corso degli anni. Il museo è nato quasi per caso. Tutto è partito dal ritrovamento di una pagina dedicata al tartufo all'interno di un erbario cinquecentesco del Mattioli. Da quel momento l'idea ha iniziato a prendere forma e quella che era una piccola stanza dell'azienda si è progressivamente riempita di oggetti, testi e testimonianze. «C'è il mio primo vanghino – racconta Bianconi con orgoglio – quando ho iniziato e la ricerca si poteva fare sia con il cane che con il maiale». Tra gli oggetti più curiosi c'è anche quella che Bianconi considera una vera e propria affettatrice da primato, acquistata anni fa in un mercatino a Sansepolcro. E poi i ritrovamenti più insoliti: un tartufo cresciuto dentro una chiocciolina, un altro sviluppatosi all'interno di un ramo secco e persino un paio di occhialini riemersi dal terreno durante uno scavo nella zona di Lama, dove nel 1944 era precipitato un aereo tedesco. Non mancano i documenti. Tra i testi custoditi nella collezione c'è anche la prima monografia sul tartufo di Vittadini. Pagine che raccontano quanto sia lunga la storia del rapporto tra l'uomo e questo particolare frutto del bosco. Il piccolo museo nasce quindi anche con l'idea di conservare una memoria che rischierebbe altrimenti di andare perduta. La “cerca e cavatura del tartufo” è diventata patrimonio culturale immateriale dell'umanità dell'Unesco e rappresenta ancora oggi, nell'Alto Tevere, una tradizione vissuta da centinaia di persone. «Ora che sono in pensione, mi dichiaro un pensionato del tartufo – dice Bianconi – e sto riguardando quello che è dentro questo ambiente. Ogni giorno riaffiorano ricordi indelebili legati a questo mondo». Una parte di questa raccolta uscirà ora dalla stanza che l'ha custodita per anni. Alcuni dei pezzi saranno infatti protagonisti della 46ª edizione del Salone Nazionale del Tartufo Bianco Pregiato, in programma a Città di Castello il 31 ottobre e 1° novembre, 7-8 novembre e 14-15 novembre. L'inaugurazione è prevista sabato 31 ottobre alle 16.30, con la presenza del sindaco di Alba Alberto Gatto. Un incontro pensato anche per rafforzare il rapporto tra l'Alta Valle del Tevere e il Piemonte, due territori accomunati dalla cultura della...

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