Pallavolo Altotevere, Gustinelli alza la voce: “Dobbiamo imparare a gestire i momenti chiave della partita”

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Il diesse biancazzurro commenta il 2-3 subito in rimonta contro Acqui Terme: “Amarezza perchè avevamo la vittoria in mano, ma i ragazzi sapranno reagire nella giusta maniera”

Uno stato d’animo diviso in due. Questa è la sensazione che prova a descrivere il direttore sportivo della ErmGroup Altotevere, Valdemaro Gustinelli, dopo “l’amara” sconfitta di Valenza contro la Negrini Cte di Acqui Terme. “Se da una parte c’è soddisfazione per la posizione in classifica che, nonostante l’andamento negativo della fase di ritorno, ci colloca al terzo posto, a oggi il miglior risultato raggiunto durante la stagione regolare dal sodalizio biancazzurro – dice Gustinelli – dall’altra c’è da tenere conto dei risultati, ma soprattutto delle prestazioni molto “ondivaghe” all’interno della stessa gara. Questo mi preoccupa e mi preoccupa soprattutto il fatto che continuiamo a non gestire nella maniera adeguata i momenti chiave della singola partita: avevamo la gara in mano, sarebbe bastata un’altra spinta e invece ecco un terzo set negativo, costellato di tanti errori individuali (battute, attacchi, difese facili, ricostruzioni approssimative), senza che come al solito nessuno suonasse il campanello dell’allarme. Poi è normale: dall’altra parte della rete ci sono gli avversari che automaticamente aumentano i propri sforzi e che crescono in autostima; le giocate individuali ad atleti come Argenta, Petras, Botto ed Esposito non mancano di sicuro, per cui rientrano in gara, mentre noi ci sciogliamo come neve al sole”. Il diesse della ErmGroup non le manda a dire: “Le stiamo provando tutte e continueremo a farlo, ma oltre al lavoro settimanale c’è il momento gara ed è proprio lì che perdiamo le nostre sicurezze e nemmeno quando l’avversaria è alle corde siamo in grado di prenderci ciò che ci spetta. Stiamo lavorando tanto in palestra nei fondamentali più deficitari al momento (muro e battuta nello specifico), ma in partita è diverso: se non hai gesti automatizzati (che si creano con la ripetizione del gesto e quindi con tanto lavoro) poi è difficile andare a ricercare la giocata vincente. Non è per niente scontato. Quindi, se da una parte guardiamo l’immediato futuro con serenità, certi che con il lavoro i ragazzi sapranno riprendersi ciò che loro spetta, dall’altra si ragiona in prospettiva futura: avremo bisogno di feedback più concreti da parte dei ragazzi, per cui ora gambe in spalla, che martedì si torna in palestra e di lavoro da fare ce n’è tanto”.

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