Mercoledì 4 marzo all’Istituto Centrale per il Restauro la conferenza stampa con l’opera restaurata prima della partenza per il Metropolitan Museum of Art di New York. Svelati anche i dettagli inediti del disegno preparatorio emerso durante l’intervento
Sarà presentato ufficialmente mercoledì 4 marzo alle ore 16, presso la Sala “Cesare Brandi” dell’Istituto Centrale per il Restauro a Roma (Complesso di San Michele a Ripa), il restauro dello Stendardo della SS. Trinità (1499–1501) di Raffaello Sanzio, olio su tela di 167×94 cm conservato alla Pinacoteca Civica di Città di Castello.
L’intervento, diretto dall’ICR guidato da Luigi Oliva, è stato realizzato in sinergia con il Comune di Città di Castello e con la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per l’Umbria, sotto l’egida della Direzione Archeologia Belle Arti e Paesaggio del Ministero della Cultura. Avviato nel luglio scorso, il restauro rappresenta la seconda fase di un progetto scientifico elaborato dall’Istituto già nel 2020, in occasione del cinquecentenario della morte dell’artista.
Durante la conferenza stampa l’opera sarà mostrata al pubblico al termine dell’intervento, prima della partenza per la prestigiosa mostra “Raphael: Sublime Poetry”, curata da Carmen Bambach, in programma dal 23 marzo al 28 giugno 2026 al Metropolitan Museum of Art di New York. Il prestito internazionale ha previsto un contributo economico che ha sostenuto il complesso lavoro di restauro.
Tra gli aspetti più rilevanti emersi durante l’intervento, la scoperta e la valorizzazione di dettagli del disegno preparatorio, oggi visibili per la prima volta, che offrono nuovi elementi di studio sulla genesi dell’opera e sul processo creativo di Raffaello.
«La collaborazione con il MET di New York – hanno dichiarato il sindaco Luca Secondi e l’assessore alla Cultura Michela Botteghi – sta entrando nella fase finale con il completamento del restauro e la partenza dell’opera. La conferenza stampa sarà un momento di restituzione scientifica di un lavoro che ha coinvolto istituzioni nazionali e internazionali, con l’obiettivo di aprire una nuova luce su questo capolavoro e approfondirne il ruolo nella produzione dell’artista».



