Città di Castello, “Fenici irrequiete” emoziona il pubblico: arte e comunità unite contro i disturbi alimentari

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In occasione della Giornata del Fiocchetto Lilla, teatro e danza raccontano la rinascita di Caterina Minni. Raccolta fondi per “Casa di Sally”, centro dedicato ai DCA: in Umbria oltre 13mila casi, sempre più giovani coinvolti


CITTÀ DI CASTELLO – Grande partecipazione ed emozione per “Fenici irrequiete”, lo spettacolo di danza e teatro andato in scena il 15 marzo, in occasione della Giornata del Fiocchetto Lilla dedicata alla lotta contro i disturbi del comportamento alimentare (DCA).
Liberamente ispirato a “Inchiostro”, il libro scritto a soli 14 anni da Caterina Minni, lo spettacolo ha raccontato il suo percorso di uscita dal disturbo alimentare che l’aveva colpita due anni prima. Una storia intensa e autentica, diventata simbolo di speranza per tanti giovani e famiglie.


Davanti a un pubblico numeroso, attento e visibilmente coinvolto, le scuole del Consorzio Castello Danza e la compagnia teatrale Medem hanno portato in scena, con grande sensibilità artistica, il viaggio di Caterina verso la rinascita. Un racconto che riflette la realtà di una patologia complessa e sempre più diffusa, come l’anoressia nervosa, che colpisce ragazze e ragazzi in età sempre più precoce.


Proprio per sostenere chi affronta queste difficoltà, il ricavato della serata sarà devoluto a “Casa di Sally”, centro residenziale e semiresidenziale dedicato alla cura dei DCA, nato dalla volontà della famiglia Minni insieme a volontari, associazioni, aziende e istituzioni del territorio. La struttura, situata nel centro storico di Città di Castello in via San Francesco, rappresenta oggi un punto di riferimento concreto per l’intera comunità.
I numeri confermano l’urgenza del fenomeno: in Umbria si stimano oltre 13.000 persone affette da disturbi alimentari, con un incremento superiore al 30% dal 2021.

Sempre più bassa l’età di insorgenza, che può partire dagli 8 anni, mentre cresce anche la percentuale maschile, oggi intorno al 20% dei casi. Nell’Alta Valle del Tevere sono oltre 300 le persone seguite ogni anno dai servizi.
In questo contesto, “Casa di Sally” si candida a entrare nella rete regionale dei servizi sanitari, offrendo una risposta strutturata e specialistica finora assente nel territorio altotiberino.


La necessità di rafforzare questo tipo di offerta è stata ribadita anche dalle istituzioni presenti, tra cui l’assessora alle politiche sociali del Comune di Città di Castello, Benedetta Calagreti, e la consigliera regionale Letizia Michelini, presidente della Seconda Commissione Sanità.


“Il coinvolgimento e il risultato raggiunto sono stati straordinari – ha dichiarato Stefano Minni, presidente della cooperativa Il Crocevia che gestisce Casa di Sally –. Ringraziamo tutti coloro che hanno reso possibile l’iniziativa e auspichiamo di poterla replicare anche in contesti scolastici, rafforzando la collaborazione con le istituzioni per garantire servizi sempre più completi ai cittadini”.

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