Durante la Biennale di Venezia la tifernate Moira Lena Tassi: arte tra ritratto e contemporaneità

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A pochi giorni dall’apertura della Biennale di Venezia, il prestigioso Palazzo Pisani Revedin apre le sue porte all’arte di Moira Lena Tassi: la mostra personale dal titolo “Pas seulement des portraits…” sarà inaugurata sabato 11 aprile alle ore 16:30 nella suggestiva Sala degli Stucchi di Palazzo Pisani Revedin.
​Curata dal Cultural Center Palazzo Pisani Revedin sotto la direzione del cultural manager Samuel Sarkis Baghdassarian, l’esposizione delinea un viaggio profondo nell’animo umano. L’artista, nata in Svizzera e attiva tra Città di Castello e Bologna presenta un corpus di opere che include la serie  inedita “Asian Ladies”, ritratti di donne orientali, affiancata da alcuni autoritratti e dall’opera “Il peccato più prelibato”, in un’indagine intensa sull’identità, la presenza e la dimensione interiore. Le opere saranno visibili fino al 17 aprile, per poi tornare nuovamente esposte per l’intera durata della Biennale.
​Il vernissage sarà arricchito dalla performance “Venise en attente, hommage à André Hambourg”, ideata e interpretata dalla stessa Tassi. L’ azione artistica si pone come un ponte ideale tra la Venezia luminosa e sospesa del celebre maestro francese André Hambourg – le cui opere sono esposte in due sale del Palazzo – e la sensibilità contemporanea.
All’evento parteciperà anche l’associazione parigina Les Amis d’André Hambourg, suggellando un legame internazionale tra la memoria storica del pittore e la ricerca contemporanea di Moira Lena Tassi, rappresentata dalla galleria LuxinArt di Olivia Wong ed Ermanno Bertelli.
La performance si configura come un dialogo tra la Venezia luminosa e sospesa di Hambourg e la contemporaneità, invitando lo spettatore a una riflessione sul tempo e sull’attesa.
​«L’opportunità di esporre durante la Biennale di Venezia, punto di incontro per appassionati e collezionisti provenienti da tutto il mondo, rappresenta per me un privilegio straordinario – afferma l’artista – così come la possibilità di entrare in dialogo con la poetica di un grande maestro come André Hambourg».

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