Una targa per ricordare Silvio Penni, per tutti “Herrera”, nel luogo che più di ogni altro ha segnato la sua vita: gli ex spogliatoi dello storico campo in terra battuta di San Pio, oggi sede della società rionale San Pio X-Montedoro. Così istituzioni, comunità sportiva e cittadini di Città di Castello hanno reso omaggio a una figura rimasta nel cuore di tutti.
Alla cerimonia, promossa dal Comune e dalla società rionale su proposta di amici ed ex calciatori, hanno partecipato in tanti, alcuni con un pallone in mano o con indosso una vecchia maglia biancorossa del Città di Castello. Un momento intenso, vissuto con commozione e orgoglio, per ricordare un uomo che ha rappresentato molto più di un semplice massaggiatore.
Scomparso lo scorso anno a quasi 89 anni, Penni era stato segnato da una disabilità agli arti inferiori, ma grazie a una straordinaria forza di volontà era diventato un autentico “mago” dei massaggi. Storico massaggiatore del Città di Castello fino al 1974-75, aveva poi passato il testimone a Franco Milli, restando però punto di riferimento del campetto di San Pio, dove ha accompagnato la crescita di intere generazioni di ragazzi, alcuni dei quali arrivati fino alla Serie A e alla Nazionale.
Ad aprire gli interventi, moderati dal giornalista Renato Borrelli, sono stati il sindaco Luca Secondi, gli assessori Riccardo Carletti e Giuseppe Bernicchi, il presidente della società rionale Andrea Menichetti e i promotori dell’iniziativa Claudio Carletti e Roberto Rossi.
“Tutti gli dobbiamo tanta riconoscenza per il ruolo sportivo e sociale che ha svolto”, hanno dichiarato il sindaco e gli assessori, ricordando come quel campetto sia stato “non solo un campo di quartiere, ma una palestra di vita”. Menichetti ha sottolineato “la bontà e la disponibilità” di un uomo che “non ha mai chiesto nulla e ha dato tanto”.
Particolarmente toccante il ricordo di Claudio Carletti: “Herrera è stato uno di noi. Oggi celebriamo soprattutto la sua figura umana, la sua generosità, la sua capacità di lasciare un segno profondo”.
Tra i messaggi letti durante la cerimonia, quello di Silvano Ramaccioni, che lo ha definito “un vero e proprio mago come il grande allenatore Herrera”, capace di intuire subito la gravità di un infortunio e di leggere le partite come “un allenatore aggiunto”. Anche il senatore Walter Verini ha ricordato “la sua straordinaria umanità, una ruvidezza gentile e buona”.
Sulle note di “The Mission” di Ennio Morricone, eseguite dal maestro Fabio Battistelli, è stato infine scoperto il drappo biancorosso che copriva la targa: da oggi il nome di Silvio Penni resta impresso per sempre nel luogo che fu la sua casa sportiva.
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