Conti pubblici e scelte politiche: l’affondo di Marcello Rigucci (Futuro Nazionale) sulla gestione del Comune

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Dal nodo PNRR agli sforamenti nei lavori pubblici fino alla corsa autonoma alle elezioni: “Servono trasparenza, programmazione e responsabilità”

Marcello Rigucci, coordinatore per l’Altotevere di Futuro Nazionale, parte da un punto preciso: “I conti vanno guardati”. E, assicura, lui li guarda. “Entro nel portale del Comune, mi scarico tutto: spese, numeri, voci. E quello che viene fuori non è un bel quadro. Non voglio dire indecente, ma poco ci manca”.

Nel mirino finiscono soprattutto le risorse del PNRR. “Parliamo di 38 milioni di euro, un’occasione importante. Ma c’è anche un 30% che deve mettere il Comune. E non sono pochi: diventano spesa corrente”.

È qui che, secondo Rigucci, manca trasparenza: “Non è mai stato chiarito fino in fondo come verranno sostenuti questi costi”.

Poi il nodo dei finanziamenti: “Se quei soldi arrivano tramite Cassa Depositi e Prestiti, con tassi intorno al 3%, vuol dire interessi ogni anno. Parliamo di cifre importanti. E allora la domanda resta: chi paga?”.

Sugli investimenti, Rigucci chiarisce: “Non sono contrario, ma vanno fatti bene”. E porta l’esempio delle scuole: “Si parte con un milione e cento e si arriva a un milione e sette. Seicento mila euro in più. Non è normale”.

Secondo lui non si tratta di episodi isolati: “È un meccanismo che si ripete. Gli interventi sforano quasi sempre il budget iniziale”.

Critico anche sul sistema degli appalti: “Si fanno ribassi anche del 40%, poi arrivano varianti e i costi aumentano anche del 50%. Questo vuol dire che la programmazione non funziona”.

Il caso simbolo, per Rigucci, è quello della scuola di Badia Petroia: “Sono stati spesi circa 700 mila euro per il riscaldamento, e poi i ragazzi stanno con le stufe elettriche. È evidente che qualcosa non torna”.

Lo sguardo si allarga anche ad altre spese comunali. “Non entro nei singoli casi, ma bisogna sempre chiedersi che ritorno hanno per i cittadini”. Più diretto sui centri di vita associativa: “Negli ultimi 10-15 anni sono stati spesi circa 6 milioni di euro. Però, quando ti serve uno spazio, devi comunque pagare”.

Nessuna intenzione di chiuderli, precisa: “I CVA sono importanti. Ma se li gestisce un quartiere, deve anche farsene carico. Non si può pensare che sia sempre il Comune a coprire tutto”.

Infine, la prospettiva politica. “Noi abbiamo un gruppo e delle competenze. Se c’è spazio per un percorso condiviso nel centrodestra, bene. Altrimenti andremo avanti da soli”.

E la linea è già tracciata: “A Città di Castello ci presenteremo con una lista nostra, di Futuro Nazionale”.

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