25 Aprile, Corbucci (PD): “Nostro impegno è diffondere cultura di pace non solo a parole, ma con scelte concrete”

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Il frutto del 25 aprile è la Costituzione. E la Resistenza è l’atto di nascita della nostra democrazia, perché segna il riscatto morale e civile di un popolo che, nella Resistenza, espresse la forza e la capacità di affermare i valori di libertà, giustizia, pace, democrazia. Oggi questi principi sono scolpiti nella Costituzione.

“Se volete andare in pellegrinaggio, nel luogo dove è nata la nostra Costituzione, andate nelle montagne dove caddero i partigiani, nelle carceri dove furono imprigionati, nei campi dove furono impiccati, dovunque è morto un italiano, per riscattare la libertà e la dignità: andate lì, o giovani, col pensiero, perché lì è nata la nostra Costituzione”.

È Piero Calamandrei che rivolge queste parole a un gruppo di giovani studenti, a Milano, nel 1955.

Perchè c’è una domanda che il 25 aprile ci rivolge ogni anno: cosa facciamo, oggi, della libertà che altri hanno conquistato al nostro posto? Ci dobbiamo ricordare da dove veniamo, e assumere quella memoria come impegno vivo nel presente. Oggi quei valori sono nuovamente sotto pressione, in forme diverse da quelle di ottant’anni fa ma non meno reali.

Libertà e pace non sono elementi o fatti acquisiti una volta per tutte, ma beni fragili che vanno protetti ogni giorno. Condivido, con voi, le parole del presidente Mattarella: “In molte, troppe parti del mondo, uomini, donne e bambini vivono contesti di guerra, spesso sotto il giogo di regimi autoritari, privati dei diritti fondamentali, della libertà di espressione, della possibilità di scegliere il proprio destino.

Sono scenari scandalosi, in cui la dignità umana viene calpestata, in cui la violenza di guerre ingiustificabili colpisce indiscriminatamente le popolazioni civili, in cui il diritto internazionale viene apertamente violato e il diritto umanitario disatteso”.

Il nostro preciso impegno oggi è contribuire a diffondere una cultura di pace non solo a parole, ma con scelte sostanziali, concrete. Con umiltà e determinazione.

Per Umbertide il 25 aprile è una data dalla doppia ricorrenza, che ricorda l’anniversario della Liberazione dell’Italia dall’occupazione nazi-fascista ma anche il bombardamento che il 25 aprile del 1944 rase al suolo Borgo San Giovanni, causando 70 morti. L’Umbria, e Umbertide, ha dato un contributo fondamentale nella lotta di liberazione dal fascismo e dal nazismo. Ed ha pagato un tributo altissimo in termini di vite umane. E gli umbri e gli umbertidesi di allora hanno scritto una bellissima pagina di storia, alta e nobile. Ecco dunque il senso della festa del 25 Aprile: un’occasione di memoria, ma anche di lotta. È fondamentale, infatti, conoscere i fascismi di allora, per combattere quelli di oggi.

Viva la libertà, viva la Repubblica. Buon 25 Aprile a tutti

Filippo Corbucci
Consigliere comunale e Segretario comunale PD Umbertide

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